Zurigo allenta le norme di tutela dei monumenti storici
Il Consiglio di Stato di Zurigo intende agevolare i lavori di ristrutturazione su edifici inseriti nell'inventario e sottoposti a tutela. Per i proprietari la procedura potrebbe diventare più rapida, mentre per i comuni ciò comporterà nuovi contributi per gli immobili comunali sottoposti a tutela, stimati in 3 milioni di franchi all'anno.
Nel Cantone di Zurigo, la ristrutturazione degli edifici storici dovrebbe diventare notevolmente più semplice. Il 2 luglio 2026 il Consiglio di Stato ha approvato una revisione della legge sull’urbanistica e sull’edilizia da sottoporre al Gran Consiglio. In sostanza, il progetto ridefinisce gli equilibri: i diritti dei proprietari, l’utilizzo e l’ammodernamento assumeranno maggiore rilevanza, mentre lo status di tutela sarà in futuro subordinato a requisiti più rigorosi.
Per la pratica immobiliare, si tratta di ben più di un dibattito di politica culturale. Il progetto interviene direttamente nei processi di ristrutturazione, nelle procedure di autorizzazione e nelle decisioni di investimento. In particolare, si intende agevolare le ristrutturazioni energetiche, gli adeguamenti per garantire l’accessibilità senza barriere architettoniche e gli sviluppi di edifici pubblici. Si pone così al centro dell’attenzione un ambito che, nel caso degli immobili esistenti, spesso fallisce a causa di procedure lunghe e interessi di tutela poco chiari.
Ostacoli maggiori per la tutela
Secondo i parametri pubblicati, i requisiti per la classificazione come monumento storico dovrebbero essere inaspriti. La tutela dovrebbe avvenire principalmente tramite contratti di diritto amministrativo con i proprietari, anziché tramite disposizioni unilaterali. Allo stesso tempo, in futuro il Cantone intende informare i proprietari già al momento dell’inserimento di un edificio in un inventario. Ciò aumenta la sicurezza nella pianificazione e la certezza del diritto, ma indebolisce anche la portata degli interventi di tutela dei monumenti in caso di conflitto.
Il progetto è particolarmente controverso soprattutto perché ridefinisce l’equilibrio tra gli interessi di tutela e altri interessi pubblici o privati. Secondo l’interpretazione politica dei sostenitori, ciò migliora la fruibilità degli edifici più vecchi e facilita la densificazione del patrimonio edilizio esistente. I critici temono invece che gli interventi sul patrimonio storico, soprattutto all’interno degli edifici, diventino molto più difficili da contestare.
Meno attriti nel tessuto urbano esistente
Anche per quanto riguarda le procedure, il Consiglio di Stato punta alla semplificazione. Le piccole ristrutturazioni in edifici protetti dovrebbero poter essere effettuate senza decisioni separate in materia di tutela. Inoltre, a seguito delle resistenze emerse durante la consultazione, il Governo rinuncia a trasferire al Cantone gli inventari dei monumenti comunali. I Comuni mantengono la competenza, ma il Cantone intende garantire inventari più uniformi attraverso delle linee guida.
Una novità riguarda anche l’aspetto finanziario. Per gli oggetti protetti di importanza comunale, i Comuni dovranno partecipare alle misure di conservazione con una quota del 10 per cento. Il Cantone stima che l’onere aggiuntivo ammonti a circa 3 milioni di franchi all’anno. Per i proprietari si tratta di un punto concreto: se gli obblighi di tutela rimangono in vigore, il loro finanziamento sarà almeno in parte ripartito su una base più ampia. Per il mercato ciò significa che non solo le norme di tutela vengono allentate, ma anche che i costi di conservazione vengono ridistribuiti.
Non è ancora chiaro se la revisione verrà approvata in questa forma. Il dibattito politico si sposta ora al Gran Consiglio. Per i proprietari, i promotori immobiliari e i comuni, tuttavia, la direzione è già chiara: il Cantone di Zurigo non intende abolire la tutela dei monumenti esistenti, ma intende orientarla maggiormente verso la fruibilità, la modernizzazione e soluzioni contrattuali.