Sei miliardi di franchi e il mercato va in tilt
Zurigo vuole creare alloggi a prezzi accessibili, ma così facendo fa lievitare i prezzi. Come è possibile? È semplice: quando la pubblica amministrazione partecipa alle aste con il denaro dei contribuenti e mette fuori gioco le cooperative private. La NZZ ha portato alla luce questa contraddizione, che è davvero scottante.
Tra il 2022 e il 2025, la città di Zurigo, insieme alle sue fondazioni, ha acquisito 47 immobili per un totale di 1,3 miliardi di franchi. Per il 2026, il bilancio prevede ben 600 milioni di franchi destinati all’acquisto di immobili. Entro il 2029, attraverso le fondazioni comunali, dovrebbero confluire nel mercato immobiliare oltre 6 miliardi di franchi. L’obiettivo alla base di questa strategia è legittimato politicamente. Nel 2011 i cittadini di Zurigo hanno votato a favore di un obiettivo secondo cui, entro il 2050, un terzo di tutti gli alloggi in affitto dovrà essere a scopo sociale. Oggi la quota si attesta al 27 per cento ed è in calo.
La concorrenza silenziosa
Quattro fondazioni comunali sono attive sul mercato: la PWG, la SAW, la SFW e la SEW. Tutte ricevono dalla città fondi a fondo perduto, ovvero contributi che non devono restituire. Ciò conferisce loro un vantaggio strutturale. Nelle gare d’appalto possono presentare offerte più alte di quanto la loro capacità finanziaria consentirebbe. Le cooperative private non possono farlo. Come riporta la NZZ, i venditori conoscono bene questo meccanismo. Chi vuole ottenere il prezzo più alto invita il Comune e la PWG a partecipare alla gara d’appalto.
Stesso scopo, armi disuguali
Particolarmente sconcertante è il fatto che, dal punto di vista dei soci delle cooperative interessate, sia le fondazioni comunali che le cooperative private affittino secondo il principio dell’affitto basato sui costi. Lo scopo di utilità pubblica è identico. Ma i mezzi non lo sono. Il consigliere comunale del PLR Emanuel Tschannen, del distretto 7, definisce questa situazione uno sviluppo politico fuorviante e chiede, secondo la NZZ, che il Comune coordini quali attori si candidino per quali immobili.
Gli accordi falliscono a causa dei contratti
Il coordinamento sembra ragionevole, ma nella pratica risulta difficile. Le procedure di gara sono regolarmente soggette a obblighi di riservatezza. La stessa PWG afferma che gli accordi sono inammissibili a causa di tali clausole. L’Associazione regionale delle cooperative zurighesi relativizza la questione: molti immobili delle cooperative non vengono mai messi all’asta pubblicamente, mentre quelli oggetto di gara pubblica sono per lo più semplicemente troppo costosi per loro.
Volontà politica, conseguenze poco chiare
Il PS vede nel bilancio immobiliare comunale un obiettivo da raggiungere e intende dotare la PWG di ulteriori 500 milioni di franchi. Non ravvisa alcun problema di concorrenza. Tuttavia, anche il presidente del PS Oliver Heimgartner sottolinea che la città dovrebbe evitare situazioni in cui le organizzazioni di utilità pubblica entrino in concorrenza tra loro. Ciò suona come un’ammissione e come un tema ancora irrisolto che terrà occupata Zurigo ancora a lungo.