Sciaffusa diventa il laboratorio del futuro

Il cambiamento climatico, la scarsità di risorse e la crisi energetica pesano sulla società. Un team di ricerca internazionale vede nella robotica una leva ancora inutilizzata. Sulla rivista specializzata «Nature Machine Intelligence», gli scienziati invocano un cambiamento radicale di mentalità. La loro proposta si chiama «Sustainability Robotics» e mira a trasformare le macchine in alleate della sostenibilità, con un campo di prova concreto nel cuore del cantone di Sciaffusa.

Luglio 2026

La robotica è stata a lungo considerata una gara all’eccellenza in termini di precisione, velocità e autonomia. Oggi questa logica non è più sufficiente. Un team guidato dal ricercatore dell’Empa Mirko Kovač, in collaborazione con Barbara Mazzolai dell’Italian Institute of Technology e Seokheun Song del Daegu Gyeongbuk Institute of Science and Technology, pone al centro dell’attenzione una nuova domanda: quale ruolo dovrebbero assumere i robot nella costruzione di un futuro sostenibile?

Più che semplice tecnologia verde
Finora la «Green Robotics» si è limitata a ridurre l’impronta ecologica delle macchine. Per i ricercatori questo non è sufficiente. Barbara Mazzolai sostiene l’importanza di trarre ispirazione dalla natura, che garantisce le massime prestazioni con un impiego minimo di energia e materiali. La robotica deve risolvere attivamente i problemi, non limitarsi a causare meno danni.

Tre principi per il futuro
Il manifesto si basa su tre idee guida. «Minimamente invasivo» significa limitare al minimo gli impatti ecologici, ad esempio attraverso l’uso di componenti elettronici compostabili. «Universalmente accessibile» significa non riservare la tecnologia solo alle regioni ricche. «Simbiotico» è l’obiettivo più ambizioso: si tratta di rigenerazione e beneficio reciproco per l’uomo, l’ambiente e l’economia.

Dalla teoria alle acque del Reno
Ciò che nella rivista specializzata inizia come un manifesto sta già prendendo forma a Sciaffusa. Un drone ronza brevemente nell’aria, scompare nel Reno, riemerge grondante con un campione d’acqua e atterra dolcemente sulla riva. Scene del genere sono ancora un’eccezione, ma presto dovrebbero diventare all’ordine del giorno. Kovač, che dirige il laboratorio di robotica sostenibile presso l’Empa e svolge attività di ricerca all’EPFL, vede a Sciaffusa la regione chiave per questo sviluppo.

Nasce un centro di competenza
L’Empa sta realizzando a Sciaffusa un centro di competenza per la robotica sostenibile, come estensione del laboratorio, del «DroneHub» di Dübendorf e della prevista «AeroAquaArena». Prima che i robot possano operare in condizioni estreme in Groenlandia o nei canyon urbani, devono essere testati in condizioni reali, afferma Kovač. È proprio questo il compito di Sciaffusa, con test relativi a vento, correnti e fattori ambientali imprevedibili.

Perché Sciaffusa è il palcoscenico giusto
La regione offre vantaggi territoriali unici. Una biodiversità senza pari grazie al Reno e al Randen, un polo economico forte con numerose aziende high-tech e la vicinanza alle autorità e agli enti di promozione economica creano le condizioni ideali. Sono già in corso i primi colloqui con produttori di software, sviluppatori di sensori e scuole locali.

La tabella di marcia per i prossimi cinque anni
L’Empa e il Cantone intendono sviluppare, convalidare e applicare, in collaborazione con le aziende di Sciaffusa, soluzioni robotiche per la sensoristica ambientale, ad esempio per il monitoraggio della qualità dell’acqua e della biodiversità. A tal fine, alcune località idonee del Cantone saranno dotate di tecnologia di sensori. A lungo termine, la sostenibilità nella robotica dovrà diventare un dato di fatto, proprio come lo sono oggi gli standard di sicurezza, con un chiaro parametro di successo: il contributo positivo agli ecosistemi, alle infrastrutture e alla qualità della vita.

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