Berlino continua a scontrarsi con il muro politico
Nonostante il catasto degli affitti, il dibattito sull’espropriazione e il rischio elettorale, a Berlino continuano a prendere il via grandi progetti di edilizia residenziale in affitto. Il motivo è banale e, al tempo stesso, rischioso per i promotori immobiliari. La domanda rimane elevata, ma l’incertezza politica e gli affitti superiori ai 20 euro al metro quadrato mettono sotto forte pressione i nuovi progetti edilizi finanziati con fondi privati.
Berlino continua a portare avanti la costruzione di alloggi in affitto, nonostante il clima politico per gli investitori privati stia diventando più ostile. Nel luglio 2026, il Parlamento cittadino ha approvato il catasto degli affitti e, contemporaneamente, la legge per semplificare l’edilizia. In questo modo, l’inasprimento delle normative e l’accelerazione delle procedure si scontrano direttamente.
Questa contraddizione è evidente nei cantieri. Nel giugno 2026, Primus ha annunciato la cerimonia di inaugurazione della struttura portante per 291 alloggi in affitto a Pankow e ha reso nota la costituzione di una joint venture per la realizzazione di ulteriori alloggi in affitto a Schöneberg. L’azienda fa inoltre riferimento a un portafoglio di progetti che comprende un totale di 2’800 appartamenti in affitto a Berlino, in fase di progettazione o già in costruzione. Parallelmente, Instone sta progettando circa 640 appartamenti con una superficie abitabile di circa 42’500 metri quadrati sull’ex area della Schlosspark-Klinik a Charlottenburg. L’inizio dei lavori è previsto a partire dal 2028, il completamento nel 2033.
Crollo dei completamenti
I dati ufficiali non danno comunque motivo di allentare la guardia. Secondo l’Ufficio di statistica di Berlino-Brandeburgo, nel 2025 i completamenti edilizi hanno subito un nuovo calo. Il Senato di Berlino ha stimato il numero di appartamenti completati nel 2025 a circa 11’000 e, allo stesso tempo, ha rilasciato quasi 14’000 licenze edilizie per appartamenti. Nel contratto di coalizione del Land, l’obiettivo di realizzare fino a 20’000 nuovi alloggi all’anno rimane quindi chiaramente mancato.
Perché allora si continua a costruire? Il fattore decisivo è la carenza. Dal 1° gennaio 2026 Berlino classifica nuovamente il mercato immobiliare come ufficialmente in tensione. Per i promotori immobiliari si aggiunge il fatto che il capitale istituzionale sta tornando a privilegiare il settore residenziale, mentre altri tipi di destinazione d’uso sono diventati più difficili da realizzare. È proprio questo spostamento a sostenere i progetti anche quando la commercializzazione diventa più impegnativa.
La politica rimane il rischio maggiore
Il Senato promette un alleggerimento con la legge «Schneller-Bauen-Gesetz», in vigore dal dicembre 2024. La legge per la semplificazione dell’edilizia è entrata in vigore il 23 luglio 2026 e mira a snellire ulteriormente le procedure e gli standard. Allo stesso tempo, con il nuovo catasto degli alloggi e degli affitti, Berlino intensifica l’intervento nel mercato locativo. In vista delle elezioni del Parlamento regionale del 20 settembre 2026, resta quindi da vedere se l’edilizia residenziale in affitto finanziata con fondi privati si dirigerà verso un’ulteriore accelerazione o verso una regolamentazione ancora più stringente.
Un secondo problema ha già oggi un impatto sul mercato. Secondo i dati del settore, per i nuovi edifici finanziati con fondi privati gli affitti offerti superano spesso di gran lunga i 20 euro al metro quadrato. Ciò aumenta sì la redditività sulla carta, ma raggiunge il limite di sopportazione reale di molte famiglie. Per gli sviluppatori di progetti, quindi, non è determinante solo la normativa edilizia, ma sempre più la questione se planimetrie compatte e canoni di locazione complessivi accessibili garantiscano ancora una domanda sufficiente.