Zurigo limita gli alloggi temporanei nelle zone residenziali
In futuro, la città di Zurigo potrà limitare in modo più rigoroso gli appartamenti per affari e gli affitti professionali a breve termine nelle zone residenziali. In seguito alla decisione del Tribunale federale, la revisione del BZO approvata nel 2021 dovrebbe entrare in vigore nell’autunno del 2026. Ciò metterà sotto pressione, dal punto di vista normativo, un parco immobiliare di oltre 5'300 appartamenti.
A Zurigo, una parte dell’offerta abitativa temporanea è soggetta a restrizioni normative. Dopo che il Tribunale federale ha avallato la linea adottata dal Comune, l’adeguamento del regolamento edilizio e urbanistico, bloccato dal 2021, potrà presumibilmente entrare in vigore nell’autunno del 2026. Per i proprietari, i gestori e i promotori di appartamenti business situati in zone residenziali, ciò cambia notevolmente le regole del gioco.
Il fulcro della decisione non riguarda le singole piattaforme, bensì la questione dell’utilizzo nelle zone residenziali. Zurigo intende impedire che gli alloggi, che rientrano nella quota residenziale prescritta, vengano sottratti in modo permanente al mercato locativo regolare e gestiti sistematicamente come unità affittate a breve termine. Ciò riguarda sia i modelli professionali di Airbnb sia gli appartamenti business gestiti a fini commerciali.
Maggiori obblighi di autorizzazione
Con questa normativa, nelle domande di concessione edilizia dovrà essere indicato il tipo di destinazione d’uso residenziale. Inoltre, anche un semplice cambio di destinazione d’uso sarà soggetto ad autorizzazione, anche se non vengono apportate modifiche strutturali all’edificio. In pratica ciò significa che chi intende convertire appartamenti situati in zone residenziali in un modello di affitto temporaneo dovrà fare i conti con requisiti più rigorosi e maggiori controlli. Allo stesso tempo, la città dispone di uno strumento più incisivo per contrastare i cambi di destinazione d’uso non consentiti.
Ciò che fa scalpore è la dimensione del segmento interessato. Secondo i dati disponibili, alla fine di settembre 2025 Zurigo contava circa 5’320 appartamenti. Questi rappresentano il 2,2 per cento del patrimonio abitativo complessivo e sono concentrati soprattutto in zone vicine al centro città. Proprio laddove il mercato degli affitti è particolarmente teso, emerge la concorrenza tra la destinazione d’uso residenziale a lungo termine e i modelli commerciali temporanei.
Ritorno alla destinazione d’uso originaria anziché espansione
Resta da vedere con quanta coerenza le offerte esistenti nelle zone a prevalenza residenziale verranno effettivamente reindirizzate verso la residenza a lungo termine. Dal punto di vista politico, tuttavia, la direzione è chiara. Il Consiglio comunale sostiene già l’obiettivo di un’ulteriore limitazione degli affitti a breve termine e sta lavorando a una controproposta a un’iniziativa che intende limitare gli affitti a breve termine a un massimo di 90 giorni all’anno. Tale proposta dovrà essere presentata al Consiglio comunale entro e non oltre il 4 gennaio 2027.
Per il mercato immobiliare si tratta di ben più di una semplice modifica di dettaglio nella normativa urbanistica. Nelle zone residenziali, la formula flessibile e redditizia dell’alloggio a breve termine perde sicurezza dal punto di vista urbanistico. Chi possiede immobili, valuta acquisti o calcola cambi di destinazione d’uso, in futuro a Zurigo dovrà distinguere con maggiore precisione tra abitazione classica, residenza assistita e uso commerciale a breve termine.