Zurigo abroga la vecchia norma relativa all’affitto e all’acquisto

Nel Cantone di Zurigo, nel secondo trimestre del 2026, l’acquisto di un’abitazione è diventato ancora più costoso. Allo stesso tempo, gli affitti degli alloggi esistenti registrano un leggero calo. Di conseguenza, l’acquisto non è più automaticamente conveniente. Chi rimane a lungo nello stesso appartamento spesso spende meno. Chi invece deve traslocare, si trova di fronte a una situazione diversa.

Luglio 2026

Nel Cantone di Zurigo, la vecchia regola empirica secondo cui è più conveniente possedere una casa non vale più in ogni situazione. Mentre nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni di proprietà sono nuovamente aumentati, molti inquilini di lunga data hanno pagato addirittura meno di prima. Ciò che conta, quindi, non è più solo il confronto tra i costi mensili, ma la possibilità di rimanere nella propria abitazione o di doverne cercare una nuova.

I dati più recenti mostrano un andamento divergente. Nel secondo trimestre del 2026 l’indice degli alloggi di proprietà di Zurigo è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e si è attestato al 2,2% in più rispetto al valore dell’anno precedente. Le zone sul Lago di Zurigo e nella città di Zurigo rimangono particolarmente costose. Allo stesso tempo, l’indice degli affitti del parco immobiliare esistente nel Cantone di Zurigo è sceso dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e si è attestato all’1,1% al di sotto del valore del secondo trimestre del 2025. Ciò modifica sensibilmente la logica dei costi nel mercato immobiliare residenziale.

Rimanere è un vantaggio in termini di prezzo
Per molte famiglie, oggi il vantaggio finanziario non deriva più principalmente dal passaggio alla proprietà, ma dal rimanere nell’attuale appartamento in affitto. Alla base di questo fenomeno c’è il cosiddetto «bonus di permanenza». Gli affitti degli alloggi esistenti sono spesso nettamente inferiori ai prezzi richiesti per la stipula di un nuovo contratto per appartamenti comparabili. Questo divario, negli ultimi tempi, si è piuttosto ampliato anziché ridursi. Per proprietari, promotori immobiliari e investitori si tratta di un segnale importante, poiché la disponibilità a pagare sul mercato si sta dividendo sempre più in due segmenti: da un lato gli alloggi esistenti a prezzi accessibili, dall’altro i nuovi contratti di locazione costosi e gli immobili di proprietà, ormai scarsi.

Chi deve traslocare fa i conti in modo diverso
La situazione è diversa per le famiglie che devono cambiare residenza. In questi casi, il termine di riferimento non sono gli affitti più bassi degli immobili esistenti, ma quelli più elevati delle nuove offerte. In tali situazioni, la proprietà immobiliare può tornare ad essere competitiva nonostante i prezzi di ingresso elevati, a condizione che si disponga di fondi propri e di una adeguata capacità di sostegno finanziario. La differenza tra affitti di immobili esistenti e affitti di nuova costruzione non è quindi una questione che riguarda solo gli inquilini, ma anche la commercializzazione di appartamenti di nuova costruzione, la determinazione dei prezzi nelle transazioni e il posizionamento strategico dei progetti residenziali.

L’alleggerimento degli interessi frena solo il mercato degli affitti esistenti
A ciò si aggiunge il tasso di riferimento, che in Svizzera dal 2 giugno 2026 è rimasto invariato all’1,25 per cento. Esso incide soprattutto sui contratti di locazione esistenti e in tale ambito ha favorito ulteriori riduzioni. Per il mercato dell’offerta, tuttavia, ciò non risolve la carenza. Le previsioni disponibili indicano piuttosto che i canoni di locazione nel Cantone di Zurigo continueranno ad aumentare e che anche i prezzi degli immobili in proprietà registreranno un rialzo, sebbene più moderato rispetto agli anni passati. Per il settore ciò significa che il mercato rimane teso, ma i rapporti di forza tra affitto e acquisto, a seconda del tipo di nucleo familiare, stanno cambiando in modo molto più marcato rispetto al passato.

Per il mercato immobiliare zurighese, questa è più di una semplice questione di consumo. Se i contratti di locazione di lunga durata rimangono slegati, in termini di prezzo, dai nuovi contratti e allo stesso tempo la proprietà rimane costosa, la mobilità nel parco immobiliare esistente si riduce. È proprio qui che sorgono le tensioni che nei prossimi trimestri dovrebbero continuare a caratterizzare il mercato degli affitti, dello sviluppo immobiliare e della proprietà immobiliare.

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