I fornitori di energia elettrica cercano di ridurre i costi. Il loro portafoglio offre loro questa possibilità.

A partire dal 2025, i principali fornitori di energia elettrica dovranno dimostrare ogni anno di aver consentito un risparmio ai consumatori finali, e tale requisito raddoppierà entro il 2028. Per i proprietari, quindi, i vecchi impianti di illuminazione diventeranno un bene vendibile, anche se sono gli inquilini a pagare la bolletta dell’elettricità.
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I fornitori di energia elettrica cercano di ridurre i costi. Il loro portafoglio offre loro questa possibilità.

Sono le tre di notte nel parcheggio sotterraneo di un complesso residenziale. Non c’è nessuna auto in movimento, ma le lampade fluorescenti restano accese, come ormai da 25 anni. Per i proprietari non è mai stato un problema: l’elettricità la pagano gli inquilini. Ora c’è qualcuno che ha bisogno di quei kilowattora.

Chi acquista
L’articolo 46b della legge sull’energia obbliga i fornitori di energia elettrica con un volume di vendita annuo pari o superiore a 10 GWh a dimostrare l’adozione di misure di efficienza energetica presso i consumatori finali: nel 2026 pari all’1% delle vendite dell’anno precedente, nel 2027 all’1,5% e dal 2028 al 2%. I risparmi possono provenire da consumatori finali in tutta la Svizzera, non solo dai propri clienti.

Cosa si vende
Per i fornitori, l’illuminazione rappresenta il caso più semplice: per la sostituzione e l’ottimizzazione del funzionamento dell’illuminazione interna, l’Ufficio federale dell’energia fornisce le modalità di calcolo e non è necessaria alcuna autorizzazione. Non si vende il risparmio di un anno, ma quello relativo all’intero periodo di efficacia stabilito dalla Confederazione, al netto di una detrazione forfettaria del 25 per cento. È proprio dove la luce rimane accesa a lungo – nei parcheggi sotterranei, nelle scale e nei corridoi – che si accumula il maggior risparmio. Chi investe può venderlo.

Un mercato giovane
L’obbligo è recente, il mercato si sta ancora assestando. Non esiste una tariffa né una borsa centrale e la Confederazione non regola il prezzo. Oggi i fornitori ottengono i risparmi in tre modi: tramite propri programmi di incentivazione, in cui versano un contributo per l’intervento e in cambio si fanno accreditare il risparmio; tramite società di consulenza energetica e intermediari, che registrano i risparmi e li segnalano ai fornitori; e tramite contratti diretti, soprattutto per grandi volumi.

Cosa possono fare i proprietari

  1. Chiedere al proprio fornitore. È il primo passo più ovvio. Se dispone di un programma o acquista tramite terzi, conosce la procedura. Anche il sito energiefranken.ch mostra i programmi disponibili nella regione in base al codice postale.
  2. Rivolgersi a un consulente energetico. Le aziende specializzate redigono il verbale dei risparmi, possono raggruppare progetti di minore entità e intermediarli presso i fornitori.
  3. In caso di portafogli di grandi dimensioni, negoziare direttamente. I fornitori obbligati possono effettuare acquisti in tutta la Svizzera. Chi raggruppa più immobili può inviare richieste a più fornitori.

Già ristrutturato?
Sono computabili gli interventi realizzati dopo il 1° gennaio 2025, che possono essere segnalati anche in un secondo momento. Chi da allora ha effettuato lavori di ristrutturazione senza sovvenzioni può comunque presentare il risparmio ottenuto, purché siano disponibili i documenti giustificativi. La decisione di un fornitore di acquistare dipende dal volume e dalla documentazione.

Conclusione: il pagamento è garantito in ogni caso
I gestori di rete possono trasferire i costi dell’obbligo di efficienza energetica ai clienti del servizio di fornitura di base. Il pagamento è quindi comunque garantito. Resta da chiarire solo chi fornirà i risparmi e riceverà il compenso.

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