Questa decisione fa seguito a un’ulteriore ondata di richieste di rimborso in vista della chiusura dell’esercizio al 30 giugno 2026. Già in precedenza, la direzione del fondo aveva rinviato i rimborsi a causa della scarsa liquidità sui mercati europei delle transazioni immobiliari. Le vendite sarebbero possibili solo in modo selettivo e, nella maggior parte dei casi, con notevoli riduzioni di prezzo.
Il fondo immobiliare svizzero quotato in borsa ha investito in immobili residenziali, logistici, ad uso ufficio e commerciali in Europa. Secondo gli ultimi dati del fondo pubblicati, al 30 giugno 2025 il portafoglio comprendeva ancora 14 immobili con un valore di mercato di 268 milioni di euro. Il rapporto di indebitamento era pari al 29,9%.
I rimborsi saranno scaglionati
La liquidazione ha lo scopo di soddisfare in via prioritaria i crediti in sospeso degli investitori. La priorità spetta ai 6,2 milioni di quote disdette al 30 giugno 2024. Solo successivamente seguiranno le circa 178’000 quote con disdetta al 30 giugno 2025. In un terzo gruppo rientrano le disdette pervenute al 30 giugno 2026 e gli investitori rimanenti nel fondo.
Per la terza categoria, il termine di preavviso contrattuale di dodici mesi con scadenza a fine giugno 2026 non era ancora scaduto. I rimborsi sono quindi previsti solo dopo che i crediti dei primi due gruppi saranno stati interamente soddisfatti. Per gli investitori interessati, il deflusso di capitale si protrae quindi ulteriormente.
La debolezza del mercato delle uscite diventa un problema
Già nel giugno 2025 la direzione del fondo aveva rinviato il rimborso delle quote disdette al 30 giugno 2024 per un importo di 56,9 milioni di franchi. All’epoca ciò corrispondeva al 27,8 per cento di tutte le quote in circolazione. La motivazione era la stessa di oggi. A causa della scarsa domanda, gli immobili europei potevano essere venduti solo con forti sconti.
Per il mercato immobiliare, il caso è rilevante soprattutto come segnale d’allarme per i veicoli aperti con portafogli esteri illiquidi. Quando i rimborsi aumentano e le transazioni si arrestano, anche i portafogli ampiamente diversificati subiscono pressioni di vendita. Con la revoca della quotazione venerdì 23 ottobre 2026, il fondo scomparirà ora anche dalla SIX.
