Soletta punta sul diritto di costruzione per gli immobili di vecchia data
In futuro, il Cantone di Soletta intende concedere sempre più spesso in diritto di superficie gli immobili non indispensabili per l’attività operativa. In questo modo trasferisce i rischi legati alla ristrutturazione a terzi, pur conservando la proprietà del terreno e assicurandosi proventi ricorrenti derivanti dai canoni di diritto di superficie.
Il Cantone di Soletta intende ora avvalersi del diritto di superficie per gli immobili non necessari all’esercizio delle proprie attività. Anziché continuare a detenere e ristrutturare autonomamente gli immobili residenziali e gli edifici speciali che necessitano di risanamento, saranno terzi a subentrare nella gestione degli immobili, a investire e a farsi carico della manutenzione. Il Cantone rimane proprietario del terreno e si assicura in cambio proventi ricorrenti.
La decisione rappresenta non tanto una classica vendita quanto una riorganizzazione del patrimonio finanziario cantonale. Ciò è rilevante per il mercato immobiliare, poiché rende potenzialmente accessibili a comuni, cooperative o enti privati immobili con un arretrato di investimenti. Allo stesso tempo, il Cantone trasferisce sistematicamente i futuri rischi di risanamento e di gestione al di fuori del proprio bilancio.
I terreni restano al Cantone
Secondo le informazioni disponibili, il Governo di Soletta ha deciso di cedere gradualmente, tramite diritto di superficie, gli immobili non strettamente necessari per l’adempimento dei compiti statali. Ogni singola operazione dovrà essere sottoposta separatamente al Consiglio di Stato. Gli inquilini e i comuni interessati dovranno essere coinvolti tempestivamente e avere la possibilità di partecipare alla futura destinazione d’uso.
Soletta sceglie così una strada che sta diventando sempre più attraente per il settore pubblico: il terreno rimane di proprietà dello Stato a lungo termine, mentre il fabbisogno di capitale per il rinnovamento e la gestione ricade sui titolari del diritto di superficie. Soprattutto nel caso di edifici residenziali più vecchi e di costruzioni speciali, ciò può abbassare la soglia di accesso per una riattivazione, a condizione che l’utilizzo, la durata e il tasso d’interesse siano strutturati in modo sostenibile.
La pressione finanziaria determina la rotta
Questa mossa si inserisce in un contesto in cui il Cantone deve ridurre i propri margini di manovra finanziari. Nel piano integrato di compiti e finanze 2026-2029, Soletta fa riferimento al piano d’azione in corso e alla persistente pressione al risparmio. La nuova strategia immobiliare è quindi anche uno strumento di politica di bilancio: i fondi che non confluiscono più in patrimoni marginali dovrebbero essere resi disponibili per immobili con funzioni statali fondamentali, come l’istruzione, lo sport e la sicurezza.
A questo punto, più che la direzione da seguire, è l’attuazione a rimanere in sospeso. Sarà determinante quali immobili verranno effettivamente immessi sul mercato, a quali condizioni verranno concessi i diritti di costruzione e se i comuni o gli enti istituzionali saranno in grado di dar vita a progetti di sviluppo sostenibili. Per Soletta ciò potrebbe tradursi in un nuovo accordo tra la proprietà fondiaria pubblica e l’attività di investimento privata o di utilità pubblica.