Il mercato immobiliare rimane forte ma al tempo stesso vulnerabile
La Banca nazionale svizzera ritiene che il mercato immobiliare residenziale rimarrà vulnerabile anche nel 2025, nonostante da anni non si registri una correzione a livello nazionale. Allo stesso tempo, secondo l’UST, nel primo trimestre del 2026 i prezzi sono nuovamente aumentati dell’1,5 per cento. Per il mercato immobiliare residenziale, quindi, la scarsità dell’offerta rimane il fattore trainante principale.
Gli avvertimenti sono rimasti, il calo dei prezzi no. Mentre la Banca nazionale svizzera descrive da anni il mercato immobiliare residenziale come vulnerabile, i prezzi delle abitazioni di proprietà hanno recentemente registrato un nuovo aumento. Nel primo trimestre del 2026, l’indice svizzero dei prezzi immobiliari residenziali è salito dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, dopo che già nel 2025 era stato registrato un aumento medio annuo del 4,6%.
Il dibattito si sposta quindi su un altro piano. In primo piano non c’è tanto la questione se la Banca nazionale abbia lanciato avvertimenti troppo spesso, quanto piuttosto il significato effettivo di tali avvertimenti. La BNS non pretende di prevedere il momento in cui avverrà una correzione. Descrive piuttosto una maggiore vulnerabilità del sistema, ovvero il rischio che uno shock esterno o un brusco aumento dei tassi d’interesse colpisca un contesto di mercato già caratterizzato da valutazioni elevate.
Un avvertimento non è una previsione
È proprio in questo punto che risiede la differenza, spesso persa di vista nel dibattito pubblico. Nel rapporto sulla stabilità finanziaria 2025, la BNS rileva che i rapporti tra prezzo di acquisto e canone di locazione degli immobili residenziali in Svizzera sono nettamente superiori alla media a lungo termine. Per la Banca nazionale ciò è indice di una maggiore vulnerabilità, non di un crollo dei prezzi imminente. Questa interpretazione spiega anche perché gli avvertimenti siano rimasti in vigore, nonostante il mercato nazionale non abbia finora subito una correzione significativa.
Per il settore immobiliare si tratta di qualcosa di più che una semplice questione semantica. Finché i tassi d’interesse, i redditi, l’immigrazione e l’offerta di credito sostengono il mercato, le valutazioni elevate possono essere mantenute. Il rischio, tuttavia, non scompare, ma si sposta sulla questione di quanto sarebbero solidi le famiglie, le banche e i calcoli di progetto in caso di stress.
La scarsità dell’offerta sostiene il mercato immobiliare
Secondo i dati disponibili, il continuo aumento dei prezzi è dovuto soprattutto alla persistente scarsitàdell’offerta. In molte regioni gli immobili di proprietà rimangono rari, mentre l’attività di nuova costruzione non è sufficiente ad alleviare in modo tangibile la pressione. Per promotori immobiliari, investitori e proprietari questo è un punto centrale: il mercato non è trainato principalmente dall’euforia, ma da una carenza strutturale. Ciò lo rende resistente a pressioni moderate, ma non immune da shock macroeconomici di maggiore entità.
A livello internazionale si osserva inoltre che le lunghe fasi di crescita non proteggono dalle battute d’arresto. La BRI ha segnalato per la Svizzera, ancora per il secondo trimestre del 2025, un aumento reale dei prezzi del 5,0% rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, le serie di dati internazionali indicano che altri mercati, dopo anni di boom, possono benissimo subire un’inversione di tendenza in presenza di condizioni di finanziamento fortemente mutate. Per la Svizzera ciò significa che l’assenza di una correzione non smentisce la BNS, ma si limita a posticipare l’orizzonte temporale del rischio.
Conseguenze per i progetti e il finanziamento
Nella pratica ciò comporta un quadro duplice e complesso. Da un lato, in un mercato caratterizzato dalla scarsità dell’offerta, gli immobili residenziali e i siti di sviluppo mantengono il loro valore e sono molto richiesti. D’altro canto, le valutazioni elevate non giustificano di per sé un allarme verde in materia di finanziamento, ipotesi di sostenibilità e scenari di uscita. Il messaggio centrale della BNS rimane quindi rilevante, anche se impopolare: non è certo il crollo, ma la vulnerabilità in caso di shock rimane elevata.