Sei richieste per contrastare la crisi abitativa

Der Schweizer Mietwohnungsmarkt steckt fest. Immer mehr Menschen finden keine passende Wohnung, während andere in Wohnungen verbleiben, die längst nicht mehr zu ihrer Lebenssituation passen. Die «Schweizer Allianz für Wohnraum» fordert deshalb einen klaren Kurswechsel, weg von Subventionen, hin zu echten Anreizen für private Investoren.

Luglio 2026

Nell’Alleanza sono impegnati settori e associazioni del settore immobiliare che danno un contributo determinante al mercato abitativo. La loro richiesta principale è semplice: senza una promozione mirata dell’offerta non si creano nuovi alloggi. Ogni anno occorrono circa 50’000 nuovi appartamenti per soddisfare la domanda.

Sei richieste concrete
L’Alleanza individua sei leve su cui è necessario intervenire. Le procedure devono essere accelerate, l’inventario del patrimonio architettonico ISOS deve essere applicato in modo più differenziato e il diritto di prelazione dello Stato deve essere limitato. Inoltre, chiede un diritto di locazione più flessibile anziché più restrittivo, una limitazione delle possibilità di ritardo causate dai ricorsi e un arresto dell’espansione dell’edilizia residenziale sovvenzionata, che altrimenti esclude gli investitori privati.

I numeri alla base della crisi
I fatti parlano da soli. Se alla fine del 2015 erano ancora disponibili 74 appartamenti pubblicizzati ogni trimestre per 1’000 famiglie, secondo Wüest Partner oggi sono solo 43. Anche l’attività edilizia è in calo: tra il 2004 e il 2017 sono stati realizzati 7,3 alloggi all’anno ogni 1’000 abitanti, mentre tra il 2020 e il 2024 saranno solo 5,5, come mostra un’analisi di Raiffeisen.

Le procedure come freno
È soprattutto la durata delle procedure di autorizzazione a causare frustrazione. Nel Cantone di Zurigo, chi intende costruire attende in media 170 giorni per ottenere un permesso di costruzione, il 76 per cento in più rispetto al 2010, come rileva la Banca Cantonale di Zurigo nella sua pubblicazione «Immobilien aktuell». Sebbene il piano d’azione del Consiglio federale sulla carenza di alloggi contenga spunti positivi e alla tavola rotonda ISOS siano state discusse possibili misure di allentamento, per l’Allianz ciò non è sufficiente.

L’effetto «lock-in» come problema centrale
Molte persone anziane rimangono in appartamenti troppo grandi perché trasferirsi in una sistemazione più piccola peggiorerebbe la loro situazione finanziaria. Questi appartamenti sono di fatto sottratti al mercato e aggravano ulteriormente la carenza. Solo con un reale aumento dell’offerta di alloggi diversificati è possibile sbloccare questa situazione e riportare dinamismo nel mercato.

Il settore privato anziché lo Stato
L’Alleanza è convinta che il settore pubblico non possa fornire da solo la soluzione. Sono necessari investitori privati, imprenditori edili e l’impegno della società civile, mentre la politica deve creare le giuste condizioni quadro. Un inasprimento permanente della normativa sugli affitti produrrebbe l’effetto contrario a quello desiderato e paralizzerebbe ulteriormente il mercato.

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