La normativa in materia di ricarica mette sotto pressione gli edifici residenziali in termini di ristrutturazione
Il Consiglio federale intende garantire agli inquilini e ai proprietari di appartamenti in immobili residenziali il diritto all’installazione di base delle stazioni di ricarica elettriche. Per i proprietari e le amministrazioni, ciò renderebbe l’ampliamento dei parcheggi, la gestione del carico e la ripartizione dei costi molto più accessibili nella vita quotidiana.
Il Consiglio federale intende non lasciare più l’accesso alle stazioni di ricarica elettriche negli immobili residenziali alla buona volontà dei proprietari. Dal 19 giugno 2026 è in fase di consultazione una modifica della legge sull’energia che, a determinate condizioni, garantirebbe agli inquilini e ai proprietari di appartamenti il diritto all’installazione di base per la ricarica dei veicoli elettrici.
Per i condomini, la questione va ben oltre il semplice ambito energetico. Sono interessati i parcheggi, gli allacciamenti domestici, la gestione del carico, i sistemi di fatturazione e, in ultima analisi, anche la gestione immobiliare. Se tale diritto diventerà legge, in molti immobili esistenti si creerà una concreta pressione per l’adeguamento non appena i residenti con un posto auto assegnato ne richiederanno l’installazione.
Diritto solo con limiti chiari
La proposta riguarda le persone che risiedono direttamente nell’immobile o nel complesso residenziale e il cui posto auto è stato concesso dallo stesso locatore insieme all’appartamento. Secondo le informazioni disponibili, ciò vale anche per i contratti di subaffitto. Non è possibile richiedere la wallbox privata in sé, ma l’installazione di base fino al posto auto, ovvero la linea di alimentazione elettrica, l’attribuzione dei consumi e, se necessario, un sistema di gestione del carico. Il Consiglio federale subordina inoltre il diritto alla ragionevolezza. Soprattutto nel caso di immobili più vecchi, rimane quindi fondamentale valutare l’entità dell’intervento tecnico e finanziario nel singolo caso.
Per i proprietari e le amministrazioni, tuttavia, il quadro d’azione cambia in modo significativo. Chi affitta posti auto in complessi residenziali, in futuro non dovrebbe più valutare l’adeguamento solo quando è prevista una ristrutturazione completa o è in atto un progetto di mobilità elettrica su larga scala. La possibilità di ricarica diventerebbe gradualmente parte integrante dell’infrastruttura standard dell’edificio.
I costi ricadono sul canone di locazione del posto auto
Nel rapporto di locazione, i costi dell’installazione di base dovrebbero di norma essere trasferiti sul canone di locazione del posto auto. Ciò è rilevante sia per i gestori istituzionali che per quelli privati, poiché, sebbene l’adeguamento debba così potersi autofinanziare, la sua attuazione richiede modelli chiari per la ripartizione dei costi, la misurazione e la gestione. Le controversie relative all’obbligo di installazione dovranno essere valutate dai tribunali civili. Ciò non dovrebbe semplificare immediatamente la pratica, ma aumenta la pressione per chiarire tempestivamente gli standard tecnici e le disposizioni contrattuali.
All’origine del progetto c’è un mandato parlamentare. Secondo il calendario disponibile, il messaggio del Consiglio federale dovrebbe seguire nel primo semestre del 2027. La consultazione resterà aperta fino al 12 ottobre 2026. Per il settore immobiliare il segnale è già chiaro: l’infrastruttura di ricarica elettrica si sta trasformando da caratteristica opzionale a funzione fondamentale e esigibile per via legale degli immobili residenziali.