La normativa sulle ricariche mette sotto pressione gli edifici residenziali

Berna interviene nei garage e nei parcheggi coperti. Il Consiglio federale intende obbligare i proprietari di immobili residenziali a realizzare, su richiesta, l’impianto di base per la ricarica delle auto elettriche. È proprio su questo punto che si sta ora accendendo una controversia sui costi, sulle competenze e sui diritti di proprietà.

Agosto 2026

L’iniziativa è in fase di consultazione dal 19 giugno 2026 e resterà aperta fino al 12 ottobre 2026. Il fulcro della proposta è un nuovo diritto per gli inquilini e i proprietari di appartamenti, a condizione che risiedano essi stessi nell’immobile e che il posto auto sia stato concesso dallo stesso locatore insieme all’appartamento. L’obbligo si applica inoltre solo se la realizzazione dell’infrastruttura è ragionevole.

Per i proprietari non si tratta quindi della singola wallbox, bensì degli interventi preliminari nell’edificio. L’installazione di base richiesta comprende la linea elettrica fino al posto auto, l’attribuzione dei consumi e, nel caso di impianti di grandi dimensioni, un sistema di gestione del carico. La stazione di ricarica vera e propria è a carico dell’utente. Nel contratto di locazione, i costi dell’installazione di base possono di norma essere addebitati sul canone di affitto del posto auto.

Il conflitto si concentra negli edifici esistenti
Il progetto è particolarmente delicato nei condomini e nei parcheggi coperti esistenti. Proprio in questi casi, spesso la prima installazione ha poca rilevanza, mentre quella successiva è determinante per l’allacciamento alla rete, la gestione del carico e la ripartizione dei costi aggiuntivi. Il Consiglio federale motiva l’intervento anche con l’obiettivo di evitare una successiva proliferazione incontrollata di soluzioni individuali, che in seguito dovrebbero essere costosamente convertite in un sistema comune.

L’attenzione è rivolta alle abitazioni, tralasciando gli immobili commerciali
Il progetto si limita agli immobili residenziali. Ciò restringe sensibilmente l’impatto sul patrimonio immobiliare esistente. Gli esperti del settore della mobilità elettrica criticano il fatto che gli edifici adibiti a uffici e a uso commerciale rimangano esclusi, nonostante anche lì i veicoli rimangano parcheggiati a lungo e l’energia solare prodotta durante il giorno possa essere utilizzata in loco. Parallelmente, l’Ufficio federale dell’energia, con il programma «LadenPunkt», mette già a disposizione strumenti specifici per le imprese e linee guida normative per cantoni e comuni.

Diritto alla ricarica, ma con alcune lacune
Dal punto di vista politico, il mandato è chiaro. L’impulso è partito dalla mozione 23.3936 di Jürg Grossen, approvata dal Parlamento nel giugno 2025. Resta tuttavia da chiarire fino a che punto la Confederazione debba intervenire sui diritti di proprietà e di partecipazione esistenti in materia di energia. Secondo il progetto, le controversie relative all’obbligo di realizzazione dell’impianto di base dovranno essere giudicate dai tribunali civili. Per i proprietari, le amministrazioni e le comunità di proprietari per piani, già nella fase di consultazione si apre quindi un dibattito che in seguito dovrebbe ripercuotersi direttamente sulla gestione e sulle decisioni di investimento.

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