Il legno da solo non basta a tenere fuori il calore

L'inverno ha influenzato a lungo il settore edile. Ora il caldo estivo mette a dura prova l'architettura e il settore immobiliare. Anche gli edifici sostenibili in legno richiedono un'interazione precisa tra ubicazione, materiali, massa termica, ombreggiatura, ventilazione e raffreddamento.

Zurigo/San Gallo, Settembre 2026

Il 3 settembre, World-Architects e Griesser, azienda specializzata in sistemi di ombreggiamento, hanno discusso al Forum di Architettura di Zurigo dell’architettura termica nelle costruzioni in legno. L’attenzione non si è concentrata su una singola soluzione tecnica. Ciò che conta è l’interazione tra progettazione, costruzione, scelta dei materiali, massa termica, raffreddamento notturno e protezione solare esterna.

Questa consapevolezza riguarda l’intero processo di costruzione. Il comfort estivo inizia con l’urbanistica, il posizionamento di un edificio e il suo orientamento. Si determina a livello di facciata, delle superfici vetrate e degli ambienti situati ai piani inferiori, così come durante l’utilizzo.

Un edificio in legno sotto osservazione
La sede principale di Blumer Lehmann, che sarà completata nel 2024, sorge sull’Erlenhof a Gossau (SG). Lo studio K&L Architekten ha progettato l’edificio che ospita la reception e gli uffici come una struttura in legno di cinque piani con un atrio centrale a più piani.

L’edificio si avvale di diversi livelli di protezione termica. Un atrio coperto, finestre regolabili, raffreddamento notturno e una pompa di calore con sfruttamento geotermico tramite pali attivati fanno parte del progetto. I balconi perimetrali su tre lati e le tende tessili esterne riducono l’apporto diretto di calore.

La prima estate torrida mette in luce i limiti
Il test sul campo ha dato risultati contrastanti. In caso di temperature elevate prolungate, il raffreddamento notturno ha perso efficacia. Il freecooling tramite l’impianto geotermico ha invece continuato a funzionare. All’ultimo piano la qualità dell’ambiente interno ne ha risentito, motivo per cui si prevede di motorizzare ulteriori ante delle finestre.

L’esempio illustra il nocciolo della nuova sfida. Le misure passive rimangono indispensabili. Tuttavia, nelle notti tropicali non sono sempre sufficienti. Gli edifici necessitano quindi di soluzioni solide che funzionino anche quando l’aria esterna di notte non si raffredda quasi più.

Gli standard guardano al futuro
Il settore sta reagendo al cambiamento climatico. Per Minergie, a partire dalla revisione dello standard del 2023, sarà obbligatorio dimostrare l’efficacia della protezione termica estiva sulla base dei dati climatici futuri. Per la certificazione si applicano i dati meteorologici relativi all’anno 2035. Un edificio residenziale Minergie, in condizioni di utilizzo standard, non deve superare i 26,5 gradi per più di 100 ore all’anno.

La base di calcolo rappresenta un passo avanti. Obbliga i progettisti a non considerare solo l’estate passata, ma anche il carico termico futuro. A tal fine, Minergie mette a disposizione anche scenari fino al 2060 e dati sull’effetto isola di calore urbana.

La città costruisce
La resistenza al calore non si ferma ai confini della proprietà. Spazi verdi, aree non impermeabilizzate, percorsi ombreggiati, alberi e una progettazione sensibile all’acqua riducono il carico termico nel quartiere. Uno sviluppo urbano denso non richiede quindi meno città, ma superfici più intelligenti e spazi esterni più freschi.

L’edilizia in legno rimane un elemento fondamentale dell’edilizia sostenibile dal punto di vista climatico. Tuttavia, il suo vantaggio climatico non esonera dalla responsabilità di garantire il comfort estivo. In futuro, una buona architettura sarà valutata in base alla sua capacità di rimanere un luogo in cui lavorare, vivere e riposarsi anche dopo una notte calda.

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