La città che si blocca da sola

Una delle più rinomate urbaniste della Svizzera punta l’attenzione proprio sulla sua città natale. Sibylle Wälty, dell’ETH di Zurigo, rimprovera a Baden di adottare un approccio edilizio troppo prudente, mentre la città potrebbe in realtà ospitare il doppio delle persone. La sua conclusione è chiara: il nuovo regolamento edilizio e di destinazione d’uso sta perdendo un’occasione storica.

Centro storico di Baden. Foto: Johannes Menzel / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Luglio 2026

Wälty critica la nuova BNO definendola poco ambiziosa e la considera una semplice continuazione della prassi precedente. La densificazione interna richiesta dalla legge sulla pianificazione del territorio semplicemente non sta avvenendo. La infastidisce in particolare il fatto che la città non indichi in modo plausibile dove dovrebbero vivere le oltre 6’000 persone in più richieste dal Cantone entro il 2040.

Dove Baden potrebbe densificarsi
Secondo la valutazione di Wälty, si potrebbe costruire di più quasi ovunque, ad esempio nella Oberstadt, nel Meierhof, nel Kappelerhof e a Baden Nord. Per lei, il fascino di una città densamente popolata risiede nel «quartiere dei 10 minuti», dove abitazioni, lavoro, negozi e attività ricreative sono raggiungibili a piedi. Ne conseguirebbero meno traffico automobilistico, maggiore flessibilità in età avanzata e costi complessivi inferiori per la società.

Resistenza dalle proprie file
Secondo Wälty, uno dei motivi della mancanza di pressione politica risiede nel fatto che molti decisori vivono già a Baden e non avvertono alcuna necessità di cambiamento. A Flawil, nel Cantone di San Gallo, con il suo spin-off del Politecnico federale (ETH) Resilientsy, è emerso che le persone sono decisamente aperte al cambiamento, a condizione che se ne illustrino le conseguenze attraverso scenari concreti. Un progetto pilota per la città alta e alcune parti del Meierhof aveva suscitato l’interesse della popolazione, ma il Comune non lo ha portato avanti.

Spazio per 50’000 persone
Secondo i calcoli di Wälty, con una densificazione coerente Baden potrebbe ospitare tra le 45’000 e le 50’000 persone, il doppio rispetto a oggi. Sebbene la topografia, caratterizzata da un’ampia presenza di boschi, renda difficile la costruzione di edifici a più piani, l’attuale piano, che prevede solo un piano aggiuntivo in luoghi selezionati, è di gran lunga insufficiente.

I costi dell’indecisione
Secondo Wälty, si costruisce poco non solo a Baden, ma anche a Zurigo, motivo per cui la forza lavoro si sta spostando verso l’Argovia e la Turgovia. Se lo spazio abitativo rimane scarso mentre la domanda continua a crescere, la conseguenza è chiara: i canoni di locazione e i prezzi degli immobili continueranno a salire. Dal punto di vista della società nel suo complesso, una maggiore densificazione urbana sarebbe più sensata, poiché i costi delle infrastrutture pro capite nei comuni periferici risultano nettamente più elevati.

Riferimento alla fonte: «Badener Tagblatt, intervista di Pirmin Kramer a Sibylle Wälty, 4 luglio 2026»

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