La cassetta delle lettere fa il giro del quartiere

A volte bastano poche parole in più in un testo di legge per stravolgere ciò a cui siamo abituati. È proprio quello che sta accadendo ora alla Posta, dove una piccola revisione della legge postale potrebbe avere un grande impatto. La cassetta delle lettere davanti alla porta di casa è improvvisamente al centro del dibattito. Quello che sembra un dettaglio fa parte di una più ampia riorganizzazione del servizio universale svizzero.

Agosto 2026

Il consigliere federale Albert Rösti e i suoi colleghi hanno ampliato l’articolo 10 nell’ambito della revisione della legge sulle poste. D’ora in poi il Consiglio federale potrà emanare disposizioni non solo relative alle singole cassette postali, ma anche a interi impianti di cassette postali situati presso gli ingressi delle abitazioni, le vie d’accesso o i punti centrali di un complesso edilizio. In teoria sarebbe quindi possibile realizzare un unico impianto per un intero quartiere, come conferma la portavoce dell’UFCOM Silvia Canova.

Sicurezza e ambiente come argomenti di vendita
La Confederazione motiva questa misura con vantaggi concreti. La merce ordinata sarebbe più al sicuro in un punto centrale quando nessuno è in casa e la consegna raggruppata ridurrebbe il traffico e il rumore nei quartieri. Secondo Canova, l’impulso per questo adeguamento è partito originariamente dalle città stesse.

Parte di una più ampia riorganizzazione della Posta
La questione delle cassette postali è solo un tassellodiuna riforma più ampia. Il 24 giugno 2026 il Consiglio federale ha avviato la consultazione sulla revisione parziale della legge sulla posta, che resterà aperta fino al 15 ottobre 2026. L’obiettivo è un meccanismo che adatti in modo flessibile il servizio universale al progressivo calo del volume della corrispondenza e che sancisca per legge il sistema di consegna ibrido.

La Posta ottiene maggiore margine di manovra a fronte del calo della domanda
Da tempo ormai si intravede la direzione che si sta prendendo. Già nell’agosto 2025 Rösti aveva annunciato che, a partire dal 2030, la Posta dovrà adeguare la propria offerta alcalodella domanda; in casi estremi, la consegna potrebbe ridursi da cinque a tre giorni feriali.Per alcune abitazioni isolate, non facenti parte di alcun insediamento, l’obbligo di consegna è già stato abolito; sono interessati circa 60’000 nuclei familiari.

La lettera digitale come nuovo pilastro
Parallelamente agli adeguamenti fisici, la Confederazione sta potenziando la consegna digitale. Nel dicembre 2025 il Consiglio federale ha approvato una revisione parziale dell’ordinanza sulla posta che integra la lettera digitale nel servizio universale; inoltre, a partire dall’aprile 2026, per lettere e pacchi vigerà una quota di consegna ridotta al 90 per cento. Chi non desidera ricevere invii digitali continuerà, secondo il piano, a ricevere la lettera in formato cartaceo e con consegna analogica.

La Posta mantiene un atteggiamento cauto: l’ultima parola spetta alla consultazione
Nonostante i piani di ampia portata,la Posta stessa mantiene un profilo basso e rimanda al legislatore, che dovrà definire l’assetto concreto dei punti di consegna. Se l’allentamento delle norme relative alle cassette postali verrà effettivamente approvato, lo si vedrà solo alla fine del termine di consultazione, il 15 ottobre. Secondo l’UFCOM, l’unica certezza è che la Posta rimarrà obbligata alla consegna a domicilio; la vera domanda è semplicemente a quanti metri di distanza dalla propria abitazione si troverà in futuro il punto di consegna.

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