La tutela dei beni culturali frena la costruzione di nuovi edifici sostitutivi nel settore residenziale

Nel quartiere Tscharnergut di Berna e in altri insediamenti, la tutela dei beni culturali e la riqualificazione abitativa si scontrano frontalmente. Mentre i proprietari e le cooperative premono per la costruzione di nuovi edifici sostitutivi, i ricorsi prolungano i procedimenti per anni, aggravando così la carenza di alloggi al passo con i tempi.

Luglio 2026

Nel quartiere bernese di Tscharnergut, questo conflitto si concretizza in un procedimento specifico. La cooperativa FAMBAU ha in programma la costruzione di un nuovo edificio in sostituzione di un “Scheibenhaus” del 1959, situato al numero 30 della Fellerstrasse. Secondo l’attuale sintesi del progetto, l’edificio esistente dovrebbe essere sostituito da appartamenti da 3,5 e 4,5 locali. Il progetto è bloccato da anni, dopo che la licenza edilizia è stata revocata in sede di ricorso.

Il caso rappresenta quindi per il settore molto più di una semplice controversia locale su un singolo edificio. Dimostra quanto sia difficile adeguare al presente, dal punto di vista tecnico, economico e sociale, gli insediamenti del dopoguerra, quando l’idea di tutela mira alla conservazione integrale del patrimonio edilizio. Nel quartiere di Tscharnergut, infatti, agli affitti convenienti si contrappongono planimetrie e strutture edilizie che possono essere adattate solo in misura limitata alle esigenze odierne.

I ricorsi come ostacolo
La rilevanza politica della questione è recentemente aumentata anche a livello federale. Uno studio pubblicato nel 2025 su incarico della Confederazione è giunto alla conclusione che i ricorsi e le opposizioni costituiscono l’ostacolo principale alla realizzazione di nuovi alloggi o ne ritardano la realizzazione. L’80 per cento dei costruttori di alloggi intervistati ha dichiarato che ciò comporta un ritardo nell’immissione dei progetti sul mercato. Nel giugno 2026 anche la commissione competente del Consiglio nazionale ha sostenuto iniziative contro le obiezioni edilizie abusive.

Ciò rende ancora più accesa la controversia sul Tscharnergut. In questo caso non si tratta solo di storia dell’architettura, ma della questione se sia ancora realisticamente possibile realizzare nuovi edifici sostitutivi con standard abitativi migliori in insediamenti protetti. Per le cooperative ciò si traduce in un problema di costi, poiché le ristrutturazioni, pur comportando ingenti investimenti, risolvono solo in parte carenze fondamentali relative alla planimetria, all’isolamento acustico o all’accessibilità.

Berna e Zurigo offrono casi paralleli
Conflitti simili sono in corso anche in altre località. A Berna, la pianificazione del complesso residenziale di Meienegg è in fase di consultazione pubblica dall’inizio del 2024. All’epoca, la città aveva prospettato un referendum popolare previsto per la fine del 2026. Nell’area di Zurigo, invece, il progetto di riqualificazione del complesso residenziale Dreispitz a Embrach, pianificato dalla cooperativa Silu, è fallito, nonostante il Comune, la proprietaria e un perito avessero precedentemente negoziato un compromesso.

Per i proprietari, le cooperative e i progettisti rimane quindi aperta una questione di principio. Se anche i progetti di sostituzione di edifici in quartieri obsoleti, pur godendo di ampio sostegno, rimangono bloccati per anni, il rinnovamento del patrimonio abitativo viene rinviato, anche laddove i limiti tecnici e gli elevati costi conseguenti sono ormai evidenti da tempo.

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