La valle della Limmat costruisce il proprio futuro

Sei anni di dialogo, due libri bianchi, un concorso di architettura con sei team e ora il piano progettuale è sul tavolo. Il Centro energetico della Limmattal (LEZ) non è più solo una promessa. È un progetto che segnerà il destino di Dietikon e della Limmattal per generazioni. Chi vuole comprendere le infrastrutture del futuro, oggi guarda a Dietikon.

Luglio 2026

L’impianto di incenerimento dei rifiuti (KVA) di Dietikon raggiungerà la fine della sua vita utile nel 2034. L’impianto non soddisfa più i futuri requisiti tecnici e lo spazio a disposizione è semplicemente insufficiente. L’impianto di depurazione delle acque reflue (ARA) sorge nell’Antoniloch, un’area naturale e di protezione ornitologica di importanza nazionale, e dovrà essere trasferito entro il 2050. Limeco prevede di rinnovare entrambi gli impianti nella sede attuale, presso la foce del Reppisch nella Limmat, e di trasformarli nel Centro energetico della Limmattal.

Otto comuni sostengono il progetto
Il LEZ non è il progetto di una singola città, ma di un’intera regione. Limeco appartiene a otto comuni promotori della Limmattal: Dietikon, Geroldswil, Oberengstringen, Oetwil an der Limmat, Schlieren, Unterengstringen, Urdorf e Weiningen. Da oltre 65 anni Regiowerk è radicata nella regione e questo rappresenta il più grande investimento congiunto della sua storia.

Sei anni di dialogo
Limeco non ha sviluppato il progetto sul tavolo da disegno. Dal 2020 è in corso un processo di partecipazione che coinvolge i comuni promotori, la popolazione, il Cantone e le organizzazioni per la tutela della natura e dell’ambiente. Acqua, energia, natura e convivenza: sono emerse queste quattro prospettive di pari importanza. Nel 2022 è seguita una fase di progettazione sperimentale con tre team interdisciplinari. I risultati sono confluiti in due libri bianchi, che hanno integrato circa 250 riscontri provenienti dagli organi di partecipazione. Questo processo ha creato fiducia.

Un terrapieno lungo il fiume al posto di un blocco di cemento
I risultati della progettazione pilota e i riscontri della popolazione hanno costituito la base per l’incarico di studio architettonico. Sei team composti da architetti, architetti paesaggisti e ingegneri civili hanno presentato i propri progetti. Una commissione di esperti ha valutato i progetti e ha designato il team vincitore. I sei progetti sono stati presentati alla popolazione in occasione di una mostra.

Ha vinto lo studio zurighese Penzel Valier AG con gli architetti paesaggisti Krebs e Herde. Il loro progetto struttura l’area di oltre 43’000 metri quadrati con tre strisce longitudinali che garantiscono la permeabilità. Il cuore del progetto è un terrapieno fluviale alto da uno a otto metri, che funge da delimitazione naturale e da struttura di accesso multifunzionale. Una piazza urbana con l’accesso principale e una rampa di accesso al parco a cascata collega i diversi livelli. Il professor Kees Christiaanse dell’ETH ha sintetizzato così il giudizio della commissione di valutazione: «L’arte è stata quella di armonizzare la grande scala del volume complessivo con il paesaggio urbano e naturale circostante».

Le basi giuridiche di pianificazione
Da fine gennaio, il piano di configurazione cantonale è stato sottoposto a consultazione pubblica per 60 giorni e gli interessati hanno potuto prenderne visione. Il 21 gennaio, Limeco e il Cantone di Zurigo hanno risposto alle domande della popolazione in occasione di un evento informativo pubblico a Dietikon. Il piano di assetto costituisce la base giuridica urbanistica per tutto ciò che seguirà. Senza di esso non ci saranno progetti edilizi, né nuove costruzioni, né la LEZ.

Due fasi di costruzione, un obiettivo entro il 2050
Nel settembre 2023 gli aventi diritto di voto hanno approvato a larga maggioranza (oltre l’80%) un credito di progettazione di 41,4 milioni di franchi e hanno autorizzato l’acquisto dell’area Hasler per 18 milioni di franchi come riserva fondiaria strategica.

Entro il 2034 sorgerà il nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti (KVA) più a ovest nell’area, mentre l’impianto di depurazione delle acque reflue (ARA) verrà ampliato contemporaneamente. Nella seconda fase, entro il 2050, seguirà la completa ricostruzione dell’ARA nell’attuale sede del KVA.

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