Brienz lotta per ottenere una proroga temporanea

Dieci ricorsi stanno rallentando il progetto di trasferimento preventivo a Brienz/Brinzauls. Eppure il Comune di Albula/Alvra aveva approvato a larga maggioranza il credito di 82,56 milioni di franchi solo il 10 luglio 2026. Per i proprietari, quindi, non è in discussione solo il finanziamento, ma anche il meccanismo di valutazione dei loro immobili.

Agosto 2026

Con le opposizioni, l’attenzione si concentra ora su quel punto che è determinante per il progetto. Il modo in cui vengono valutati i terreni, le case, la demolizione e i siti sostitutivi determina se il trasferimento volontario sia accettabile per le persone interessate o se, invece, si arenino dal punto di vista politico e giuridico. La procedura cantonale di messa a disposizione dei documenti per il reinsediamento preventivo si è svolta dal 22 maggio al 22 giugno 2026.

Il progetto comprende 42 richieste di ricollocazione preventiva. Secondo la documentazione cantonale relativa al progetto, fino al 9 marzo 2026 erano pervenute inizialmente 44 richieste, due delle quali sono state successivamente ritirate. L’assemblea comunale di Albula/Alvra ha approvato il credito lordo di 82,56 milioni di franchi il 10 luglio 2026 con 41 voti a favore e 3 contrari. La Confederazione e il Cantone si fanno carico del 90 per cento dei costi di trasferimento, mentre i residenti che intendono trasferirsi sostengono il restante 10 per cento.

La valutazione diventa il punto cruciale
Il conflitto verte quindi meno sull’obiettivo del progetto che sulla sua logica di calcolo. Secondo quanto riportato da fonti concordanti, nelle opposizioni si critica il fatto che gli indennizzi siano fissati in modo troppo forfettario e non tengano sufficientemente conto delle differenze relative alla posizione, alle condizioni e alla sostituibilità dei singoli immobili. Per i proprietari la questione è delicata, poiché proprio in un piccolo villaggio di montagna anche minime differenze possono avere conseguenze significative per la sostituzione dell’abitazione di proprietà.

La descrizione ufficiale del progetto indica come costi imputabili, tra l’altro, il valore dell’edificio esistente a Brienz/Brinzauls, il valore delle opere di urbanizzazione e dello scavo, il valore del terreno di un nuovo lotto nella zona di costruzione sostitutiva, nonché la demolizione e il ripristino del terreno. Allo stesso tempo, essa precisa che la presentazione della domanda non comporta alcun obbligo di attuazione. Il progetto è quindi volontario, ma rimane comunque subordinato a un modello di indennizzo solido e giuridicamente sicuro.

Trasferimento parziale anziché abbandono del villaggiodi
La documentazione cantonale descrive espressamente l’intervento come un trasferimento parziale preventivo. Esso mira a trasferire gli edifici a rischio in luoghi sicuri, a ridurre i rischi per le persone e i beni materiali e, al contempo, a preservare un villaggio abitabile per la popolazione rimanente. Parallelamente proseguiranno fino al 2028 misure di sicurezza quali la galleria di drenaggio e il monitoraggio.

Dal punto di vista immobiliare, il caso di Brienz rappresenta quindi ben più di un conflitto locale legato ai pericoli naturali. Si sta discutendo su come finanziare, valutare e gestire giuridicamente i trasferimenti volontari dalle zone a rischio, laddove i valori di mercato, gli interessi di sicurezza e la parità di trattamento entrino in conflitto. Come prossimo passo, il Governo dei Grigioni dovrà decidere in merito alle opposizioni e, di conseguenza, sull’ammissibilità del progetto.

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