Berlino rischia di puntare sulla strategia sbagliata per l’edilizia residenziale
Il governo federale tedesco sta portando avanti la creazione di una propria società di edilizia residenziale. Tuttavia, un nuovo studio dell’IMK del 31 agosto 2026 mette in guardia dai notevoli rischi giuridici e finanziari e ritiene che un programma di stimolo al settore residenziale basato sul credito sia più rapido, più economico e più facilmente scalabile.
L’iniziativa si scontra con un mercato in continua contrazione. L’Istituto ifo prevede per la Germania nel 2026 solo 185’000 abitazioni completate, rispetto alle 207’000 del 2025. Proprio in questa situazione, l’IMK si chiede se una società federale di nuova costituzione sarebbe in grado di superare la carenza in modo tempestivo e su scala adeguata.
Lo studio della Fondazione Hans Böckler, pubblicato il 31 agosto 2026, propone una chiara alternativa. Anziché creare una società edilizia statale centralizzata, la Federazione dovrebbe sostenere le società immobiliari pubbliche e private esistenti attraverso garanzie o prestiti diretti pari a circa il 50% dell’importo dei lavori. In cambio, gli operatori dovrebbero garantire a lungo termine affitti moderati, una gestione economica e metodi di costruzione a basso costo.
Rischio costituzionale e tempistiche
Particolarmente delicata, secondo gli autori, è la questione delle competenze. In Germania l’edilizia residenziale è di competenza dei Länder. L’IMK avverte quindi che sia una società federale puramente statale sia i modelli con partecipazione privata comportano notevoli rischi costituzionali. A ciò si aggiunge il problema operativo. Una singola nuova società dovrebbe avviare in breve tempo le fasi di progettazione, aggiudicazione degli appalti e ampliamento, sebbene siano proprio gli attori locali, la disponibilità di terreni e le procedure a determinare il ritmo di costruzione.
Per il settore immobiliare, il fulcro del dibattito non è quindi la creazione di un ente statale, bensì un meccanismo di finanziamento. L’IMK propone durate dei prestiti lunghe, ad esempio di 40 anni; nel modello dello studio si parla di 43 anni. Per i primi 20 anni sarebbero ipotizzabili affitti al netto delle spese accessorie compresi tra un massimo di 11 e 13 euro al metro quadrato. Verrebbero finanziati solo progetti con costi di costruzione dimostrabilmente inferiori, ad esempio grazie alla prefabbricazione in serie, a standard semplici, a planimetrie ottimizzate e alla rinuncia ai parcheggi sotterranei, ove possibile.
Pressione per gli incentivi anziché politica simbolica
Dal punto di vista politico, la proposta è esplosiva, poiché la ministra federale dell’edilizia Verena Hubertz ha annunciato solo il 25 agosto 2026 che presenterà in autunno un piano per la società statale di edilizia residenziale. L’IMK sostiene invece che un approccio di sostegno su ampia scala attraverso la KfW potrebbe avere effetti più rapidi, poiché coinvolge gli attori già presenti sul mercato e non richiede la creazione di una nuova organizzazione centrale. Le città e i comuni rimarrebbero comunque fondamentali, poiché la disponibilità di terreni a prezzi accessibili e procedure più rapide continuano a rappresentare i veri e propri colli di bottiglia dell’edilizia residenziale.
Questa constatazione colpisce un mercato già di per sé teso. Secondo i dati su cui si basa lo studio, a livello nazionale mancano 1,35 milioni di alloggi. Gli autori ne deducono l’obiettivo di creare un milione di alloggi in più entro dieci anni. Che Berlino crei a tal fine una nuova società federale o stimoli il mercato con chiari requisiti di finanziamento, va quindi ben oltre una semplice disputa istituzionale. Si tratta di una decisione strategica che determinerà i tempi, il livello degli affitti e l’impiego di capitali nell’edilizia residenziale tedesca.