Basilea inasprisce i requisiti per gli alloggi a prezzi accessibili
Nelle grandi aree di riqualificazione di Basilea Città, in futuro un terzo della superficie abitativa dovrà essere offerto in modo permanente a canone regolato. Il governo stabilisce così le modalità di attuazione della controproposta relativa a «Basel baut Zukunft» e anticipa gli obblighi nella fase di progettazione.
Basilea Città inasprisce le misure di politica abitativa per le grandi aree di sviluppo. Con l’adeguamento dell’ordinanza sulla promozione dell’edilizia abitativa, il Governo stabilisce come debba essere attuata la controproposta all’iniziativa ritirata «Basilea costruisce il futuro»: nelle aree di trasformazione con una superficie superiore a 15’000 metri quadrati, in futuro almeno un terzo della superficie lorda destinata all’abitazione dovrà essere affittata in modo permanente a scopo di utilità pubblica e secondo il principio dell’affitto basato sui costi.
Per i promotori immobiliari, i proprietari fondiari e i partner di diritto di superficie, è soprattutto l’aspetto procedurale a essere determinante. L’accordo vincolante con il Cantone dovrà ora essere concluso prima della procedura di concessione edilizia. In questo modo, la quota di alloggi a prezzi accessibili passa dall’essere un obiettivo politico a diventare parte integrante della logica iniziale del progetto. Chi sta preparando grandi progetti di riconversione di aree industriali, commerciali o ferroviarie dovrà quindi integrare la componente abitativa sociale con notevole anticipo nei calcoli, nella scelta dei partner e nel programma di utilizzo degli spazi.
Intervento precoce nello sviluppo del progetto
Il quadro politico a tal fine è stato definito il 15 maggio 2024. In quella data il Gran Consiglio ha inserito la controproposta nella legge sulla promozione dell’edilizia abitativa; dopo il ritiro dell’iniziativa, la modifica è stata nuovamente pubblicata ufficialmente nel giugno 2024. Il Cantone subordina ora l’attuazione a condizioni concrete. Tra queste figurano l’accordo preventivo con il Cantone, la fissazione dei canoni di locazione netti massimi prima ancora della stipula del primo contratto di locazione e un controllo tramite campionamenti e analisi statistiche. In caso di violazioni sono possibili provvedimenti più incisivi, fino alla riconsegna dell’immobile.
In cambio, per la quota abitativa interessata, l’imposta sul plusvalore scende dal 40 al 20 per cento. Ciò attenua in parte il nuovo obbligo, ma non cambia il fatto che in futuro, per le grandi aree, dovranno essere pianificati non solo la densità e il mix di utilizzi, ma anche la struttura dei gestori e degli affitti. Ciò assume particolare rilevanza per le aree di trasformazione a lungo termine, che a Basilea costituiscono la leva più importante per la creazione di alloggi supplementari.
L’edilizia residenziale continua a dipendere dalle aree
L’inasprimento colpisce un mercato che dipende dalla realizzazione di nuovi quartieri. Nel 2024 a Basilea Città sono stati realizzati 511 alloggi netti, mentre il tasso di sfitto è sceso nuovamente allo 0,8%. I dati di dominio pubblico mostrano inoltre che anche nei prossimi anni i grandi progetti di sviluppo di aree daranno un contributo decisivo alla creazione di alloggi. Proprio per questo la nuova ordinanza è importante: collega direttamente la futura costruzione di alloggi su grandi aree di riconversione a segmenti a prezzi accessibili a lungo termine.
Per il mercato si tratta di un segnale chiaro. Basilea Città non intende garantire alloggi a prezzi accessibili solo attraverso programmi di sostegno o negoziazioni individuali, ma intende renderli parte integrante dei grandi progetti di sviluppo urbano. Ciò aumenta i requisiti di pianificazione, ma allo stesso tempo crea maggiore chiarezza su quali criteri sociali si applicheranno effettivamente in futuro nelle aree di trasformazione.