Zug perde gli anziani svizzeri a causa della crisi abitativa

Nel Cantone di Zuga il numero di cittadini svizzeri in età pensionabile che si trasferiscono altrove è superiore alla media. Sebbene permangano i vantaggi fiscali, gli affitti elevati e l’offerta abitativa estremamente limitata stanno spingendo la classe media fuori dal mercato. La strategia cantonale in materia di alloggi è già stata avviata, ma molti strumenti entreranno in vigore non prima dei prossimi anni.
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Zug perde gli anziani svizzeri a causa della crisi abitativa

La pressione deriva da un mercato che da anni non lascia quasi spazio di manovra. Zug si colloca tra le città svizzere con il più alto tasso di alloggi sfitti, mentre lo stesso governo indica i lunghi processi di pianificazione, i ricorsi, la scarsa disponibilità di terreni edificabili e la calante redditività come fattori che frenano la creazione di nuova offerta.

La situazione diventa particolarmente delicata per le famiglie più anziane. Dopo il pensionamento, il reddito da lavoro diminuisce, mentre l’alleggerimento fiscale derivante da imposte basse ha un effetto meno marcato rispetto alla fase lavorativa. Allo stesso tempo, il livello degli affitti rimane elevato. Proprio in un cantone caratterizzato da una forte concorrenza per gli alloggi, questa situazione può diventare insostenibile anche per ampie fasce della classe medio-alta.

Strategia abitativa contro una situazione di grave squilibrio
Il Cantone di Zugo sta cercando di contrastare questa tendenza. La Strategia abitativa 2030 mira a creare più alloggi e più spazi abitativi a prezzi accessibili. Tra le misure previste figurano consulenze per la densificazione nei quartieri di case unifamiliari, adeguamenti della legge sulla pianificazione e sull’edilizia, nonché una zona speciale a tempo determinato che dovrebbe consentire la realizzazione del maggior numero possibile di alloggi aggiuntivi. In questa cosiddetta «zona bianca», almeno il 40 per cento degli alloggi dovrà essere a prezzi accessibili.

La volontà politica c’è, ma i tempi di attuazione rimangono da definire. La revisione parziale della legge sull’urbanistica e sull’edilizia è stata sottoposta a consultazione nel settembre 2026. È quindi chiaro che gli strumenti fondamentali non sono ancora stati attuati. Per i proprietari, i promotori immobiliari e i comuni ciò significa che, sebbene si stia preparando un maggiore margine di manovra, la situazione di stallo sul mercato immobiliare persiste per il momento.

La domanda rimane elevata
È difficile alleviare la situazione anche perché la località continua ad attrarre nuova domanda. Nel settembre 2026 Vontobel ha annunciato un nuovo campus a Baar, la cui apertura è prevista per il 2030. Tali espansioni accentuano la pressione su un mercato immobiliare già oggi caratterizzato da nuovi residenti benestanti e dalla domanda internazionale.

Per il mercato immobiliare questo sviluppo è delicato, poiché non solo aggrava le tensioni sociali, ma modifica anche la migrazione interna nel cantone. Quando le famiglie svizzere più anziane si allontanano da una località con prezzi elevati, mentre subentrano gruppi con redditi più elevati, la politica abitativa passa dall’essere un tema marginale a diventare un fattore di attrattività con un impatto diretto sulla struttura demografica.