350 appartamenti, un grattacielo, un panificio

A Schlieren, sull’ex area industriale, sta sorgendo un quartiere che mostra come potrebbe essere la vita urbana in Svizzera in futuro. Due progetti della stessa proprietaria presentano caratteristiche contrastanti che, tuttavia, si completano perfettamente a vicenda. Da un lato: legno, pane e comunità. Dall’altro: laboratorio, luce e scienze della vita.

Luglio 2026

Su un’ex area industriale a Schlieren sta sorgendo un quartiere che mostra come potrebbe essere la vita urbana in Svizzera in futuro. Due progetti della stessa proprietaria danno un’impronta che si integra perfettamente. Da un lato: legno, pane e comunità. Dall’altro: laboratorio, luce e scienze della vita. Chi oggi entra nel cantiere vicino alla stazione di Schlieren sa che qui sta nascendo qualcosa di più del semplice cemento.

Un quartiere nato dal bosco
Per il Lymhof vengono utilizzati circa 6’520 metri cubi di legno. A partire dal primo piano, la maggior parte delle parti dell’edificio è realizzata con questo materiale rinnovabile. Il responsabile generale Sven Leidenroth di Arcanus spiega: «Il legno è un materiale sostenibile e si lavora bene in cantiere. Si può montare anche a temperature sotto lo zero. Vengono consegnati moltissimi elementi da costruzione che devono essere montati immediatamente e protetti dalle intemperie. «Il legno è più delicato del calcestruzzo e della muratura», afferma Leidenroth, «e parallelamente iniziano i lavori sulle facciate e gli impianti. È necessario che tutti lavorino in sintonia, come un’orchestra.»

Sull’area di circa 13’000 metri quadrati a nord della stazione di Schlieren i lavori procedono a ritmo sostenuto. Struttura grezza, costruzione in legno, impianti tecnici, installazione delle finestre e lavori di intonacatura procedono contemporaneamente. Non appena i lavori in un’area sono completati, lì inizia immediatamente la fase successiva. Sebbene la struttura in legno sia predominante, per il seminterrato, il parcheggio sotterraneo e i nuclei delle scale sono necessarie grandi quantità di calcestruzzo. Questo viene prodotto direttamente in cantiere per evitare inutili viaggi in camion. La struttura in legno dovrebbe essere completata entro la fine del 2026. A partire dall’estate del 2027, i primi dei 350 appartamenti saranno pronti per essere occupati.

Abitazioni per ogni esigenza
L’offerta abitativa del Lymhof è volutamente ampia. Oltre ai classici appartamenti da 1,5 a 5,5 locali, vengono realizzati atelier, loft e maisonette con giardino pensile comune. Planimetrie flessibili e ampie cucine abitabili rendono gli alloggi personalizzabili. Gli edifici si dispongono attorno a due cortili interni ricoperti di vegetazione. L’architetto Lukas Wolfensberger dello studio Clou descrive così l’ambizione del progetto: «Vogliamo creare spazi sostenibili che attraggano un pubblico eterogeneo e favoriscano la creazione di una comunità». Oltre agli appartamenti, sono in fase di realizzazione atelier, locali commerciali, servizi di quartiere e un asilo nido.

Pane, hotel e comunità
Nella locanda situata proprio accanto al sottopassaggio ferroviario, l’«Art Bakery» gestisce un panificio a lievitazione naturale con bistrot. Il gestore Florian Treu punta su ingredienti naturali: «I nostri pani non contengono lievito industriale né additivi.» Il cuore dell’attività è il Lievito Madre, un lievito madre naturale che fermenta più lentamente e in modo più delicato rispetto al lievito da forno industriale. Dal 19 maggio 2026, dal martedì al giovedì nel tardo pomeriggio è già disponibile un primo assortimento di pane da un pop-up Piaggio accanto all’attuale buvette.

Al di sopra di essa sorge l’hotel «STEY» con 46 camere doppie e 5 suite. Il concept coniuga il design nordico essenziale con lo spirito di comunità e l’affinità per la tecnologia. Gli ospiti dell’hotel sono incoraggiati a utilizzare gli spazi comuni. Chi vive nel rispetto delle risorse e mantiene basso il consumo accumula punti bonus, riscattabili a colazione. Qui la sostenibilità non è solo una promessa, ma è resa misurabile.

Collegato alla città
Il Lymhof è collegato direttamente ai binari della stazione di Schlieren tramite il sottopassaggio ovest ampliato. Nove minuti fino alla stazione centrale di Zurigo. La futura pista ciclabile del Limmattal passa proprio lungo la Wiesenstrasse. Circa 900 posti per biciclette, car sharing, e-bike e stazioni di ricarica rendono l’auto un’eccezione.

Grattacielo dedicato alla scienza
Nello stesso areale, proprio accanto al Rietpark, Geistlich Immobilia realizza insieme a Koyo un secondo progetto di punta. L’edificio destinato a laboratori, alto 48 metri, con undici piani e circa 6’000 metri quadrati di superficie affittabile, è rivolto in modo specifico alle aziende HealthTech, alle società affermate nel settore delle scienze della vita e alle start-up. Il nome «Koyo» deriva dal giapponese e descrive il gioco di colori delle foglie autunnali. L’edificio coniuga strutture flessibili con un’estetica lineare. La snella struttura in cemento armato consente di eliminare i solai e di creare collegamenti verticali tra i piani. Ogni piano offre circa 570 metri quadrati di superficie, utilizzabili come laboratori o uffici. Un impianto fotovoltaico e una progettazione edilizia attenta al risparmio delle risorse completano il progetto. L’occupazione è prevista per il 2029.

Geistlich si trasforma
Dietro entrambi i progetti c’è Geistlich Immobilia AG. L’azienda è nata nel 1999 dall’eredità della fabbrica di colla Geistlich, con sede a Schlieren dal 1869, la cui produzione è stata interrotta nel 2016. Dal patrimonio industriale nasce il futuro urbano. L’amministratrice delegata Ladina Esslinger sintetizza così la visione: «Mi auguro che nasca un luogo di incontro vivace, che dia un’identità al quartiere amRietpark e crei un ponte verso il centro di Schlieren, al di là dei binari.»

Testo: Sabine Billeter • Foto: per gentile concessione.

Più articoli