Zug allenta la normativa edilizia e punta a realizzare alloggi a prezzi accessibili
Zug ricorre alle norme a causa della grave carenza di alloggi. Il Consiglio di Stato sottopone a consultazione una revisione parziale della legge sulla pianificazione e l’edilizia, che prevede una maggiore densità edilizia, procedure più rapide e nuove zone speciali a sostegno dell’edilizia residenziale a prezzi accessibili.
Immagine: LohriPR / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
La consultazione esterna sulla revisione parziale della legge sulla pianificazione e l’edilizia del Cantone di Zugo avrà inizio il 17 settembre 2026. Con questa iniziativa, il Consiglio di Stato intende consentire una più rapida realizzazione di alloggi supplementari nell’area urbanizzata esistente e aumentare la quota di alloggi a prezzi accessibili.
In sostanza, il progetto si basa su uno scambio: chi intende costruire di più nelle zone residenziali e miste dovrà, in cambio, realizzare alloggi a prezzi accessibili. Sono previsti un piano completo in più e un aumento fino al 10 per cento della superficie di piano computabile. Sono escluse le zone residenziali 1 e 2 e le zone centrali.
Maggiore densità in cambio di condizioni chiare
Anche nei piani di costruzione semplici, il coefficiente di sfruttamento potrà aumentare di un ulteriore 10 per cento se vengono realizzati alloggi a prezzi accessibili. Questa superficie aggiuntiva dovrà essere utilizzata prevalentemente per alloggi a prezzi accessibili. Gli alloggi a prezzi accessibili devono essere soggetti alla legge cantonale sulla promozione degli alloggi o rispettare norme comunali equivalenti.
La zona bianca come strumento più incisivo
La«zona bianca»prevista è quella che va più in là. Questa zona speciale a tempo determinato si sovrappone a una zona edificabile esistente e ha lo scopo di consentire la realizzazione del maggior numero possibile di nuovi alloggi. Almeno il 40 per cento di questi deve essere a prezzi accessibili. A tal fine sono espressamente ammessi anche edifici di dimensioni maggiori. I presupposti sono un fondamento nel piano direttore cantonale, un’iscrizione nel regolamento comunale edilizio e di zonizzazione e un accordo di pianificazione tra i proprietari dei terreni. In tale accordo si dovrà anche stabilire in che modo dare la precedenza alla popolazione locale.
Le procedure devono perdere tempo, non i progetti
Il Cantone interviene anche sulle procedure di autorizzazione. Le domande di costruzione semplici dovrebbero poter essere trattate senza picchettamento e senza pubblicazione ufficiale, se non sono coinvolti interessi pubblici o privati rilevanti o se i proprietari dei terreni confinanti danno il loro consenso. Inoltre, Zugo intende snellire i termini. Le consultazioni nei procedimenti di ricorso dovrebbero in linea di principio durare ancora 20 giorni anziché i 30 giorni previsti di norma, e le istanze cantonali di ricorso dovrebbero decidere entro sei mesi sui ricorsi contro le domande di costruzione, le opposizioni e i piani di utilizzazione speciale. A ciò si aggiunge una base legale per i procedimenti digitali, pur rimanendo possibile la presentazione di documenti cartacei.
La pressione è notevole. Nell’ambito della Strategia di politica abitativa 2030, il Consiglio di Stato fa riferimento alla persistente carenza di offerta, ai lunghi processi di pianificazione, alle opposizioni, alla scarsità di terreni e ai crescenti requisiti normativi. Già nel maggio 2026 il Cantone aveva osservato che, a causa dei tempi necessari per l’iter politico e di pianificazione, gli effetti degli adeguamenti legislativi si sarebbero fatti sentire sul mercato immobiliare solo nel medio-lungo termine.