I bassi tassi d’interesse non frenano l’aumento degli affitti

Il tasso di riferimento in Svizzera rimane all’1,25%, ma sul mercato immobiliare ciò non porta quasi nessuna tranquillità. Nonostante il tasso storicamente basso, UBS prevede un nuovo aumento degli affitti per il 2026 e il 2027, mentre un aumento all’1,5% a partire dalla fine del 2027 potrebbe facilitare giuridicamente l’applicazione di nuovi aumenti.

Settembre 2026

L’alleggerimento derivante dal tasso di riferimento si riflette sul mercato solo in modo graduale. Dal 2 giugno 2026 rimane in vigore un tasso di riferimento ipotecario dell’1,25 per cento. A tal proposito, ciò che conta non è il costo dei nuovi finanziamenti, bensì il tasso medio di tutti i mutui ipotecari in essere. Secondo l’Ufficio federale per l’edilizia abitativa, al 31 dicembre 2025 tale tasso era pari all’1,32 per cento, quindi ancora al di sotto della soglia che ne determinerebbe un aumento all’1,5 per cento.

Per le famiglie che hanno fatto valere per tempo una riduzione del proprio canone di locazione, ciò rappresenta certamente un sollievo. In caso di cambio di alloggio, tuttavia, questo meccanismo non ha quasi alcun effetto. Secondo UBS, gli affitti offerti per gli appartamenti di nuova messa in affitto sono superiori di circa il 15 per cento rispetto al livello di cinque anni fa. Tassi d’interesse bassi e costi abitativi più elevati vanno quindi di pari passo.

Il mercato degli alloggi esistenti si sta stabilizzando, ma non quello delle nuove offerte
Questo divario si riflette anche nei dati più recenti sui prezzi. Secondo UBS, a maggio 2026 l’indice dei canoni di locazione era solo dell’1,1% superiore al valore dell’anno precedente. Per il 2026 e il 2027, gli economisti di UBS prevedono tuttavia un nuovo aumento dell’1,5% per ciascun anno. Per proprietari, gestori e investitori ciò significa che, per il momento, gli affitti degli alloggi esistenti aumenteranno in misura minore, mentre quelli dei nuovi contratti di locazione rimarranno sotto la pressione di una carenza persistente.

L’inversione di rotta dei tassi d’interesse si farebbe sentire sul piano del diritto locativo
Il 18 giugno 2026 la Banca nazionale svizzera ha mantenuto il proprio tasso di riferimento allo 0%. Nel suo scenario di base, UBS prevede un inasprimento della politica monetaria solo a partire dal 2027 e prevede che il tasso di riferimento si attesti all’1,5% verso la fine del 2027. Un aumento di 0,25 punti percentuali rappresenterebbe per il mercato degli affitti ben più di una semplice soglia tecnica. Potrebbe consentire aumenti dei canoni fino al 3 per cento ai sensi della normativa sugli affitti, purché nei singoli casi siano soddisfatti i requisiti di legge.

I tassi d’interesse negativi non sono quasi più il tema principale
Secondo UBS, un ulteriore calo del tasso di riferimento all’1% è attualmente estremamente improbabile. Perché ciò avvenga, il tasso ipotecario medio dovrebbe scendere al di sotto dell’1,125%. Per il settore immobiliare, quindi, la questione prioritaria non è tanto quella di tassi d’interesse ancora più bassi, quanto piuttosto per quanto tempo la pressione sui canoni di locazione rimarrà elevata e quando il prossimo ciclo dei tassi di riferimento tornerà a salire.

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