Il Ticino trae profitto dalla vendita dei terreni

In Ticino, l’imposta sugli utili immobiliari non dovrebbe più andare esclusivamente al Cantone. Un’iniziativa parlamentare chiede che il 40 per cento del gettito venga destinato ai Comuni in cui si trova l’immobile venduto. Secondo una simulazione, per il 2025 si sarebbe trattato di circa 31,6 milioni di franchi.

Agosto 2026

Bellinzona affronta una delicata questione di ripartizione nel mercato immobiliare. L’iniziativa parlamentare di Patrick Rusconi, Michela Ris e Luca Renzetti non verte sull’aliquota fiscale, bensì sulla chiave di ripartizione in base alla quale vengono distribuiti i proventi dell’imposta sugli utili immobiliari. È proprio questo che rende l’iniziativa politicamente scottante per i comuni in cui si trovano gli immobili.

Secondo l’attuale sistema ticinese, l’imposta sulle plusvalenze immobiliari va interamente al Cantone. Nel modello monistico, la TUI registra le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili sia del patrimonio privato che di quello commerciale. L’iniziativa intende destinare il 40 per cento di tale importo al comune in cui si trova l’immobile venduto.

31,6 milioni per i comuni
Sulla base dei dati relativi al 2025, i promotori dell’iniziativa prevedono un afflusso di circa 31,6 milioni di franchi a favore dei comuni. Secondo questa simulazione, al Cantone rimarrebbero comunque più di 47 milioni di franchi. L’intervento non creerebbe quindi una nuova imposta né aumenterebbe l’onere a carico di acquirenti, venditori o imprese. Verrebbe semplicemente trasferita la quota fiscale sulle plusvalenze immobiliari già realizzate.

Pressione sul rapporto tra Cantone e Comuni
L’iniziativa è motivata da un crescente squilibrio finanziario. I Comuni sostengono una parte considerevole dei costi di viabilità, dello sviluppo insediativo e dei servizi locali, ma con l’attuale normativa non beneficiano direttamente delle plusvalenze derivanti dalle vendite sul loro territorio. Per i Comuni con un’elevata attività edilizia o una vivace dinamica delle transazioni, proprio questo meccanismo reimmetterebbe denaro nelle casse comunali.

Lanciata a livello politico, giuridicamente ancora in sospeso
Non è ancora stato deciso nulla. Si tratta di un’iniziativa parlamentare presentata al Gran Consiglio ticinese e non di una legge in vigore. Se ne deriverà una modifica legislativa dipenderà dall’ulteriore iter parlamentare. Proprio perché l’imposta stessa rimarrebbe invariata, il dibattito dovrebbe ora concentrarsi in modo ancora più diretto sulla sovranità nella ripartizione tra il Cantone e i Comuni.

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