Sydney passa dall’essere un vero affare a un caso a rischio
Sydney è in testa alla crisi immobiliare australiana. Il calo dei prezzi, il crollo della domanda e la riforma del “negative gearing” fiscale pesano contemporaneamente sul mercato degli immobili esistenti, sui calcoli di redditività dei progetti e sui finanziamenti agli sviluppatori. Il boom perde così stabilità proprio là dove per lungo tempo era stato considerato intoccabile.
I dati di mercato più recenti mostrano quanto rapidamente si sia invertita la tendenza. Ad agosto 2026, i prezzi degli immobili residenziali a Sydney sono scesi dell’1,4% rispetto al mese precedente. Rispetto al picco più recente, il calo si attesta intorno al 7,1%. A livello nazionale, l’indice Cotality ha registrato ad agosto un calo dello 0,9%, segnando così la quinta flessione consecutiva.
Allo stesso tempo, l’offerta sta crescendo in modo evidente. Nelle quattro settimane fino al 30 agosto, gli annunci immobiliari nelle capitali australiane hanno registrato un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ciò pesa in modo particolarmente forte su Sydney, poiché il mercato immobiliare residenziale più costoso del Paese è soggetto, al contempo, a norme fiscali più severe e a costi di finanziamento elevati.
La riforma fiscale sposta il capitale verso le nuove costruzioni
Dal bilancio del 12 maggio 2026 è chiaro in quale direzione Canberra intenda orientare il mercato. A partire dal 1° luglio 2027, il «negative gearing» sugli immobili residenziali sarà limitato, in linea di principio, alle nuove costruzioni. Gli investimenti esistenti prima della data di riferimento del 12 maggio 2026 alle ore 19:30 AEST rimarranno esclusi. Per gli acquisti di immobili esistenti effettuati dopo tale data, a partire dall’anno fiscale 2027–28 le perdite non potranno più essere compensate con altri redditi come avveniva in precedenza. L’intervento mira a reindirizzare gli investimenti dagli immobili esistenti verso nuove abitazioni e a dare respiro ai primi acquirenti.
La flessione colpisce le vendite e i finanziamenti
Per Sydney questa riforma arriva in un momento già di per sé delicato. Le vendite stanno rallentando, mentre l’acquisto di una casa, nonostante il calo dei prezzi, non diventa affatto più facile da finanziare. La Reserve Bank of Australia ha aumentato il tasso di riferimento nel 2026 in tre fasi fino al 4,35% e lo ha lasciato invariato l’11 agosto scorso. Poiché in Australia solo una piccola parte dei mutui ha un tasso fisso a lungo termine, l’aumento dei tassi si ripercuote rapidamente sull’onere mensile.
Bathla aggrava il segnale d’allarme
Il caso del Bathla Group di Sydney dimostra quanto la pressione si stia ormai estendendo direttamente al settore edile. Ad agosto 2026 l’azienda ha posto il gruppo in amministrazione controllata volontaria, citando essa stessa il calo delle vendite, le revisioni di bilancio e la fiducia in calo nei mercati chiave. L’ABC ha recentemente riportato passività per oltre 3,2 miliardi di dollari australiani. Per i promotori immobiliari, i fondi di credito e gli acquirenti di appartamenti non ancora completati, questo è ben più di un caso isolato. È un’indicazione di quanto rapidamente un calo dei prezzi possa trasformarsi in difficoltà finanziarie per i progetti in corso.