La proprietà per piani richiede un esame più approfondito
Per le imprese, la proprietà per piani non è solo una questione di ubicazione, ma anche un rischio comune. Con il messaggio del Consiglio federale del 13 maggio 2026, i fondi di rinnovo, il quorum decisionale e regole chiare per i nuovi edifici assumono un’importanza ancora maggiore.
Chi, in qualità di PMI, acquista o possiede un’unità in condominio, non investe solo in spazi, ma nella qualità di un’intera comunità. È proprio qui che risiede il rischio spesso sottovalutato: ristrutturazioni, regolamenti, verbali e lo stato del fondo di rinnovo possono influire sul valore economico di uno studio medico, di un ufficio o di un’unità in affitto in misura maggiore rispetto alle opere di ristrutturazione effettuate all’interno del proprio locale.
Il tema è di grande attualità. Il 13 maggio 2026 il Consiglio federale ha approvato il messaggio relativo alla revisione della legge sulla proprietà per piani. Sono previsti adeguamenti mirati, volti soprattutto ad attenuare i noti problemi pratici. Tra questi figurano norme più chiare per la costituzione della proprietà per piani in edifici non ancora costruiti, un diritto di azione per l’istituzione di un fondo di risanamento, nonché strumenti più precisi per gestire i proprietari che ostacolano le decisioni o si rifiutano di pagare.
I lavori di risanamento incidono sulla comunità
Ciò è particolarmente rilevante per i proprietari con destinazione d’uso commerciale, poiché gli interventi di maggiore entità su tetto, facciata, impianti tecnici o riscaldamento non vengono decisi individualmente. Molte comunità si trovano a dover affrontare investimenti in impianti di riscaldamento sostitutivi, involucro edilizio, impianti fotovoltaici o infrastrutture di ricarica. Se nel fondo di rinnovamento mancano i capitali necessari, spesso vengono richiesti contributi straordinari. Per le imprese con più unità o con una pianificazione della liquidità limitata, i conti di investimento possono rapidamente andare in rosso.
Di conseguenza, anche la due diligence subisce una modifica. Prima di un acquisto o di un cambio di destinazione d’uso, non è sufficiente considerare la posizione, il prezzo e la composizione degli spazi. Sono determinanti il regolamento, il regolamento condominiale, i verbali degli ultimi anni, il piano di manutenzione, le assicurazioni e i conflitti in sospeso. Soprattutto nel caso di immobili ad uso misto, l’afflusso di clienti, le consegne, le insegne o gli affitti a breve termine possono essere vietati internamente, sebbene l’uso sia consentito dal diritto pubblico.
La revisione rafforza l’applicabilità pratica
Secondo le informazioni disponibili, la revisione non mira a un cambiamento di sistema, ma ad affrontare specifiche criticità. Per i progetti di nuova costruzione, la costituzione della proprietà per piani prima del completamento dell’edificio dovrà essere disciplinata in modo più esplicito. Ciò è importante per i progetti immobiliari con vendite su progetto, poiché le discrepanze tra la planimetria di suddivisione, la descrizione dell’opera e l’esecuzione creano regolarmente potenziali fonti di controversia. Allo stesso tempo, la manutenzione a lungo termine assume maggiore rilevanza. Il fondo di rinnovo passa così da riserva gestita su base volontaria a vero e proprio punto di verifica strategico.
Per gli imprenditori la conseguenza è chiara: le assemblee dei proprietari non sono una formalità, ma parte integrante della gestione patrimoniale. Chi utilizza la proprietà per piani come sede, investimento o soluzione successoria dovrebbe definire internamente le responsabilità, esaminare tempestivamente le delibere e valutare l’amministrazione in termini di pianificazione pluriennale e qualità dell’attuazione. Nella proprietà per piani, la comunità non è un elemento secondario. È parte integrante del prodotto.