La campagna elettorale in Francia frena gli acquisti con formula “affitto con opzione di acquisto”

I proprietari immobiliari francesi in stand-by. Da un recente sondaggio emerge che un francese su tre sta anticipando o rinviando l’acquisto di un immobile da destinare alla locazione in funzione dell’esito delle elezioni presidenziali del 2027. Dietro a questa tendenza c’è ben più che semplice nervosismo. L’incertezza in materia di fiscalità, regolamentazione e costi di ristrutturazione incide direttamente sulla futura offerta di alloggi in affitto.

Frankreich, Settembre 2026

Il fattore scatenante è misurabile. Nel primo barometro di Maslow.immo, il 33% degli intervistati afferma che l’esito delle elezioni presidenziali del 2027 potrebbe influenzare i propri piani di acquisto a scopo di locazione. Lo studio è stato condotto il 3 agosto 2026 su un campione di 1.000 adulti in Francia e si rivolge quindi a un mercato che, già prima della campagna elettorale, soffre di prezzi elevati, costi di finanziamento e una crescente regolamentazione.

Allo stesso tempo, questa forma di investimento rimane ambita. Secondo il barometro, il 50% dei francesi ritiene attraenti gli investimenti immobiliari a scopo locativo, mentre il 22% sta valutando l’acquisto di un immobile da mettere in affitto entro un anno. È proprio questa contraddizione a rendere la dimensione politica così delicata. La domanda di immobili da investimento c’è, ma molte famiglie attendono regole più chiare in materia di tassazione, diritto locativo e contesto economico.

La regolamentazione incide ormai da tempo sui calcoli
La cautela non è solo percepita. Dal 1° gennaio 2025, in Francia non sarà più possibile affittare, rinnovare o prorogare tacitamente contratti di locazione per appartamenti con classe energetica G. Per gli investitori privati, i futuri costi di ristrutturazione diventano così una componente diretta del calcolo del rendimento. A ciò si aggiungono le norme sui canoni di locazione nelle zone con forte domanda e gli strumenti di incentivazione fiscale, che sono stati modificati più volte negli ultimi anni.

Questo spiega perché l’incertezza politica in Francia si ripercuote in modo così diretto sul mercato immobiliare. In quel Paese, la proprietà immobiliare non è solo un investimento di capitale per molte famiglie, ma anche un elemento fondamentale per la previdenza per la vecchiaia, la sicurezza e la trasmissione del patrimonio. Se, in vista delle elezioni presidenziali, questo contesto viene percepito come imprevedibile, l’attesa diventa essa stessa una decisione di investimento.

Il calo degli acquisti finisce per ripercuotersi sul mercato degli affitti
Per il settore immobiliare non si tratta di una semplice questione di fiducia. Quando gli acquirenti privati rinviare i propri progetti, il mercato degli affitti si trova a corto di alloggi in futuro. La situazione è tanto più delicata in quanto il 68 per cento degli intervistati ritiene che i locatori privati siano essenziali o importanti per garantire alloggi alla popolazione. Allo stesso tempo, il 40% indica la mancata riscossione degli affitti o le occupazioni abusive come ostacolo principale, il 39% i prezzi degli immobili e il 34% i tassi d’interesse.

Il mercato francese dimostra così, già prima delle elezioni, quanto siano strettamente collegati politica, regolamentazione e offerta abitativa. Le elezioni del 2027 non decideranno ancora nulla in merito alle singole imposte o alle norme sugli affitti. Tuttavia, stanno già influenzando oggi le decisioni di investimento. Proprio questa frenata anticipata potrebbe diventare, nei prossimi mesi, più importante per i promotori immobiliari, gli intermediari e i proprietari rispetto a qualsiasi retorica elettorale generica.

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