L’FDP mette in discussione la politica sulle zone edificabili

Una settimana dopo il «no» all’iniziativa dei 10 milioni, il PLR sposta il dibattito sulla politica abitativa sui terreni edificabili, sui ricorsi e sui cambi di destinazione d’uso. Per i progettisti, i proprietari e i comuni si ripropone così la questione se la densificazione da sola possa ancora risolvere la situazione di stallo.

Giugno 2026

A Berna il dibattito sulla politica abitativa sta già prendendo una nuova piega. Dopo il «no» all’iniziativa dei 10 milioni del 14 giugno 2026, la copresidente del PLR Susanne Vincenz-Stauffacher chiede maggiore margine di manovra per nuove zone edificabili, mettendo così apertamente in discussione un principio fondamentale della recente pianificazione territoriale.

L’iniziativa mira a risolvere una situazione di stallo che il settore immobiliare percepisce ormai da mesi. Il mercato immobiliare rimane teso, l’offerta è scarsa e la ricerca di un alloggio risulta difficile per molte famiglie. Allo stesso tempo, la politica sta cercando di rispondere a questa pressione non più solo attraverso le questioni relative all’immigrazione, ma in misura maggiore attraverso il diritto edilizio, le procedure e la mobilitazione del territorio.

Dal punto di vista del PLR, la densificazione non è sufficien
E Vincenz-Stauffacher sostiene che la sola densificazione interna non sia più sufficiente. Oltre a un migliore utilizzo delle zone edificabili esistenti, sarebbero necessarie nuove destinazioni a zona edificabile, minori ostacoli nelle norme di tutela e regole più restrittive per i ricorsi. Per i promotori immobiliari e i comuni si tratterebbe di un segnale politico di grande impatto, poiché tocca direttamente l’equilibrio tra pressione urbanistica, tutela del paesaggio e durata delle procedure.

La tempistica non è casuale. I dati disponibili della Confederazione continuano a mostrare un mercato immobiliare in tensione, e anche il piano d’azione della Confederazione contro la carenza di alloggi prosegue sotto forte pressione. L’interpretazione politica del PLR è ora la seguente: se la carenza persiste nonostante la densificazione, l’offerta deve crescere in modo più ampio e rapido.

La riconversione torna in primo piano
Inoltre, il PLR mette in campo la riconversione di spazi per uffici inutilizzati in alloggi. Il tema non è nuovo, ma acquista nuovo peso a causa dell’eccesso di superficie nel mercato degli uffici. Secondo i dati di mercato disponibili, all’inizio del 2026 la superficie di uffici disponibile in tutta la Svizzera ammontava a ben 2 milioni di metri quadrati, mentre negli annunci immobiliari ne erano stati recentemente pubblicizzati addirittura più di 3 milioni. La leva politica risiede quindi non tanto nell’idea in sé, quanto piuttosto nella questione di quanto rapidamente sia effettivamente possibile realizzare tali riconversioni dal punto di vista urbanistico ed economico.

Per il settore è fondamentale l’esito delle iniziative annunciate nella sessione autunnale. Se il PLR dovesse portare avanti la propria linea, la discussione sulla carenza di alloggi dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle riserve di terreno edificabile, sulle procedure e sulle opportunità di riconversione. È proprio lì che si deciderà se la pressione politica porterà alla fine alla costruzione di un maggior numero di alloggi o se darà semplicemente il via al prossimo dibattito di principio sulla pianificazione del territorio.

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