La Svizzera scende nella classifica dei paesi

Nella classifica IMD del 2026 la Svizzera scende al terzo posto. Il calo della performance economica colpisce un punto nevralgico della piazza economica: quando la crescita rallenta e il commercio estero subisce pressioni, aumentano anche le esigenze in termini di investimenti, spazi e regolamentazione.

Giugno 2026

Nella classifica IMD World Competitiveness Ranking 2026, la Svizzera è scesa dal primo al terzo posto. Davanti a lei si trovano ora Singapore e Hong Kong. Il fattore determinante non è un calo generalizzato in tutti i settori, bensì la brusca flessione registrata nella performance economica: in questa sottocategoria, la Svizzera scende dal 13° al 37° posto.

Per il settore immobiliare e come piazza economica, questo dato è ben più che un semplice numero simbolico. Chi sviluppa aree, commercializza sedi o alloca capitali a lungo termine non guarda solo all’efficienza amministrativa e alle infrastrutture. È fondamentale che un Paese sia in grado di tradurre la crescita in domanda produttiva, forza delle esportazioni e dinamismo imprenditoriale. È proprio qui che il quadro per la Svizzera diventa spiacevolmente concreto.

Forte nelle istituzioni, più debole nei risultati
L’IMD continua ad attribuire alla Svizzera punteggi eccellenti per quanto riguarda l’efficienza del governo e dell’amministrazione, nonché per le infrastrutture. Anche le imprese mantengono una posizione solida nel confronto internazionale. La battuta d’arresto arriva proprio dove la qualità della piazza economica deve manifestarsi economicamente: nell’andamento effettivo delle prestazioni. Ciò è in linea con un anno in cui l’economia svizzera, pur non avendo subito un crollo, rimane nettamente al di sotto della media. Secondo le previsioni disponibili, per il 2026 è prevista una crescita solo dello 0,9%.

Di conseguenza, cambia anche la prospettiva sulla piazza economica. L’elevata qualità istituzionale da sola non basta quando l’accesso ai mercati esteri diventa più difficile e la frammentazione globale si aggrava. L’IMD collega infatti il declino della Svizzera alla questione di quanto un piccolo spazio economico aperto possa rimanere resiliente in condizioni più protezionistiche.

Conseguenze per i progetti e il capitale
Per il settore immobiliare l’impatto è di secondo piano, ma è reale. Una crescita più debole non frena automaticamente il mercato, ma ne modifica le priorità. Gli investitori attribuiscono maggiore importanza alla sicurezza dei rendimenti, alla flessibilità d’uso e alla prevedibilità normativa. Gli sviluppatori e i proprietari di immobili esistenti dipendono maggiormente dal fatto che la densificazione, la riconversione e l’insediamento di imprese trovino un andamento della domanda solido. Se il commercio estero perde slancio, il mercato interno acquista maggiore importanza e con esso la questione di quanto la Svizzera rimanga competitiva e favorevole alle imprese a livello interno.

La piazza economica deve essere rafforzata su più fronti
Dal punto di vista della classifica, la necessità di agire non riguarda tanto i classici punti di forza della Svizzera quanto la loro traduzione in termini economici. Vengono citati un più ampio accesso ai mercati esteri, una regolamentazione affidabile e favorevole alle imprese, una maggiore concorrenza nel mercato interno, nonché finanze pubbliche e sistemi previdenziali sostenibili. Per la piazza economica svizzera si tratta di un messaggio che invita alla lucidità: procedure efficienti e infrastrutture di qualità rimangono un vantaggio, ma hanno un peso minore se la debolezza della crescita diventa un problema strutturale.

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