Il progetto sul lago di Arbon rimane per il momento bloccato
Sulle rive del lago di Arbon, lo sviluppo dell’ex area Metropol continua a subire ritardi. Il piano di progettazione per le due torri Riva, alte 43 metri, non sarà ancora definitivo nemmeno nel luglio 2026, poiché il procedimento relativo al ricorso presentato dall’associazione per la tutela del patrimonio culturale della Turgovia è stato ora portato dinanzi al Tribunale federale.
Il piano urbanistico è stato approvato alle urne il 18 giugno 2023, ma fino a metà luglio 2026 non potranno ancora essere rilasciate licenze edilizie giuridicamente vincolanti per il progetto. La città di Arbon continua a considerare il piano non definitivo, poiché sono pendenti ricorsi.
Al momento l’attenzione non è ancora concentrata sulla valutazione sostanziale dei grattacieli, bensì sulla questione se l’associazione per la tutela del patrimonio culturale della Turgovia abbia o meno il diritto di presentare obiezioni e ricorsi nell’ambito del procedimento. Il Tribunale federale dovrà quindi decidere innanzitutto chi avrà formalmente voce in capitolo nel prosieguo del caso. Per lo sviluppo del progetto si tratta di ben più di una questione secondaria, poiché senza la conclusione dei procedimenti né la pianificazione dei tempi né l’attuazione dal punto di vista urbanistico possono essere considerate affidabili.
Questione formale con effetti concreti
Il progetto sull’ex area Metropol prevede due edifici alti 43 metri in riva al lago. Il progetto è stato sottoposto al voto popolare dopo referendum, opposizioni e discussione parlamentare, ottenendo un sì nel 2023. Ciononostante, la via legale è rimasta aperta. Proprio in contesti sensibili dal punto di vista paesaggistico, il caso dimostra che una decisione politica da sola non è sufficiente a creare una base pronta per l’edificazione.
La procedura acquista ulteriore rilevanza a seguito della richiesta avanzata dall’associazione per la tutela del patrimonio culturale di una perizia da parte della Commissione federale per la protezione della natura e del patrimonio culturale. L’associazione ritiene che il progetto sia problematico a causa del paesaggio protetto e, nel suo rapporto annuale del 2024, sottolinea che il terreno in questione è riportato nell’ISOS. Resta tuttavia da vedere se e in quale forma tale valutazione tecnica avrà un ruolo in seguito, poiché attualmente si sta chiarendo innanzitutto la posizione delle parti.
Anche il progetto sostitutivo rimane controverso
Oltre al piano di progettazione, anche il progetto alternativo continua a non trovare consenso. Per il complesso edilizio di quattro piani in costruzione standard, con 48 appartamenti di proprietà e un parcheggio sotterraneo, la città di Arbon aveva concesso una licenza edilizia nel maggio 2023. Secondo quanto riferito da Arbon, in questo procedimento il Thurgauer Heimatschutz è stato ritenuto non legittimato a presentare ricorso dal Tribunale amministrativo con decisione dell’11 marzo 2026 e intende a sua volta portare il caso in appello. Il prestigioso terreno sul lago rimane così bloccato su due fronti procedurali.
Per i proprietari, le autorità e i potenziali acquirenti ciò comporta una persistente incertezza giuridica su una delle aree di sviluppo più significative sulle rive del lago ad Arbon. Anche dopo il referendum, resta quindi da vedere se l’area potrà un giorno essere sviluppata con grattacieli, con un complesso residenziale di minore altezza o solo dopo ulteriori anni di ricorsi in sede giudiziaria.