A Berna gli edifici storici sono sottoposti a pressioni per la ristrutturazione

Berna sta portando avanti il dibattito sull’obbligo di risanamento per gli edifici storici inefficienti. Il 2 settembre 2026 il Consiglio federale ha approvato un rapporto che delinea, attraverso le leggi cantonali sull’energia, scadenze vincolanti per il raggiungimento della classe GEAK D. Che questo si traduca in qualcosa di più di un semplice progetto dipenderà però dai fondi di sostegno e dal pacchetto di sgravi 27.

Schweiz/Bern, Settembre 2026

Il rapporto, approvato dal Consiglio federale il 2 settembre 2026, non costituisce né un nuovo atto legislativo né un provvedimento di risanamento definitivo. Descrive piuttosto un piano di attuazione della mozione Eymann che, in assenza di una competenza diretta della Confederazione, dovrebbe essere attuato principalmente attraverso future leggi cantonali in materia di energia.

È proprio qui che risiede il punto delicato. Si raccomanda una strategia combinata di incentivi e obblighi, incentrata sugli edifici con le prestazioni energetiche più scarse. Per gli edifici con classe GEAK G, dopo l’entrata in vigore della rispettiva legge cantonale sull’energia, sarebbero previsti dieci anni; per la classe F, 15 anni e per la classe E, 20 anni. L’obiettivo sarebbe in ogni caso di raggiungere almeno la classe GEAK D per l’involucro edilizio.

La leva d’azione agisce sul vecchio patrimonio edilizio
La Confederazione interviene su quella parte del patrimonio edilizio che presenta il maggiore fabbisogno di recupero energetico. Circa il 60 per cento delle superfici di consumo energetico degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1980 e più della metà degli elementi dell’involucro edilizio non è stata ancora risanata. Per i proprietari di immobili residenziali più vecchi, la pressione normativa aumenterebbe quindi inizialmente in termini di obblighi di documentazione e valutazioni dello stato dell’edificio e, in seguito, in relazione alle direttive cantonali in materia di risanamento.

Allo stesso tempo, il rapporto rileva che l’obiettivo politico di una riduzione delle perdite energetiche dell’80 per cento non viene raggiunto con nessuno dei pacchetti esaminati. A tal fine sarebbe necessaria una ristrutturazione capillare di tutti gli edifici fino alla classe CECB A o a un livello Minergie comparabile. Anche un obbligo più rigoroso di raggiungere la classe CECB B appare, secondo il rapporto, difficilmente realizzabile nella pratica.

I sussidi rimangono il punto debole
L’iniziativa è particolarmente controversa soprattutto per quanto riguarda il finanziamento. Dal rapporto non si deduce espressamente alcuna richiesta diretta di nuovi atti normativi, risorse finanziarie aggiuntive o risorse di personale. Allo stesso tempo, il Consiglio federale sottolinea che il Programma Edilizia dovrà essere ripensato in seguito alla decisione del Parlamento sul pacchetto di sgravi 27 nella primavera del 2026 e che la sua futura configurazione non è ancora stata definita nei dettagli.

Ciò crea una contraddizione fondamentale per il mercato. La strategia proposta punta su requisiti più vincolanti per gli edifici in cattive condizioni e, al contempo, su un maggiore sostegno, misure di ammortamento sociale o un fondo per la riqualificazione energetica. Ma proprio questa struttura di sostegno non è ancora stata definita in termini politici. Eppure il volume è già oggi considerevole. Nel 2025 la Confederazione e i Cantoni hanno erogato 516,4 milioni di franchi nell’ambito del Programma Edilizio e, insieme al Programma di stimolo, hanno impegnato 636,4 milioni di franchi.

Per i proprietari, la fase preparatoria inizia
Chi possiede un immobile più vecchio non dovrebbe quindi liquidare il dibattito come un lontano documento federale. Se i Cantoni adottassero i requisiti proposti, la riqualificazione energetica, oggi in gran parte volontaria, diventerebbe nettamente più vincolante. Non è ancora chiaro quando e in quale forma questo passo potrà ottenere una maggioranza politica. È però già chiaro dove la Confederazione intende intervenire e quali edifici saranno i primi a subire pressioni.

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