A partire dal 2027, il riscaldamento verrà progettato in modo diverso

La pompa di calore è considerata la chiave della transizione energetica. Tuttavia, a partire dal 2027, non sarà solo la sua efficienza a determinare la sostenibilità di un impianto. Anche il refrigerante assumerà un ruolo centrale. Le nuove normative svizzere limitano ulteriormente l’uso delle sostanze che incidono sul clima, modificando così la progettazione, la consulenza e la realizzazione.

Svizzera, Settembre 2026

A partire dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore le disposizioni modificate dell’Ordinanza sulla riduzione dei rischi legati alle sostanze chimiche (ChemRRV). Tale normativa disciplina l’utilizzo di determinati refrigeranti a lunga durata e stabili nell’aria. Sono interessati sia le pompe di calore che gli impianti di climatizzazione.

La direzione da seguire è chiara: i refrigeranti con elevato potenziale di effetto serra dovranno essere gradualmente eliminati dai nuovi impianti. A tal fine, non sono determinanti solo la sostanza, ma anche il tipo di costruzione dell’impianto, la sua potenza, la quantità di refrigerante e il campo di applicazione specifico.

I termini sono determinanti
Le nuove disposizioni non entrano in vigore per tutti gli impianti lo stesso giorno e non senza un periodo di transizione. Per determinati divieti di immissione sul mercato, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027, l’UFAM consente la cessione a terzi fino al 30 giugno 2027. In altri casi si applicano disposizioni transitorie qualora un sostituto rispettoso del clima diventi disponibile solo in una versione all’avanguardia.

In tal caso, il termine per la produzione e l’importazione è di sei mesi. Per la messa a disposizione e la cessione a terzi rimane un anno di tempo. Soprattutto nel caso di progetti edilizi già pianificati, questa distinzione può essere determinante per la scelta, l’approvvigionamento e la tempistica di un impianto.

La pianificazione richiede nuove domande
Per gli sviluppatori di progetti e i proprietari non è più sufficiente limitarsi a confrontare potenza, valori acustici e investimento. La scelta del refrigerante diventa parte integrante dell’analisi dei rischi a lungo termine. Chi progetta oggi deve chiarire se l’impianto previsto potrà essere introdotto, venduto e installato in conformità alle norme future e nel rispetto della normativa vigente.

I refrigeranti naturali acquisiscono così sempre più importanza. Il propano, la CO₂ o l’ammoniaca hanno un potenziale di effetto serra nettamente inferiore rispetto a molte alternative fluorurate. Richiedono tuttavia un adeguato piano di sicurezza e un’attenta progettazione dell’ubicazione, della quantità di carica e del posizionamento.

Gli impianti esistenti rimangono in funzione
La nuova normativa non costituisce un obbligo di sostituzione per le pompe di calore esistenti. Gli impianti già installati possono, in linea di principio, continuare a essere utilizzati, sottoposti a manutenzione e riparati. L’inasprimento della normativa riguarda principalmente i nuovi apparecchi e impianti immessi sul mercato.

Per il settore immobiliare ciò rappresenta un’importante opportunità. Chi adegua tempestivamente le ristrutturazioni, gli investimenti di sostituzione o le nuove costruzioni alle nuove disposizioni evita errori di progettazione. Allo stesso tempo si ottengono soluzioni più solide con un minor rischio climatico.

Linee guida pratiche
Suissetec ha pubblicato a tal fine un nuovo opuscolo informativo. Esso riassume scadenze, valori limite e deroghe per le pompe di calore e gli impianti di climatizzazione e refrigerazione e mira a fornire agli esperti una guida decisionale sintetica.

Il messaggio rivolto al settore è quindi il seguente: il 2027 non è una data normativa lontana. È una finestra di pianificazione che si apre ora. Chi la sfrutta coniuga la protezione del clima, la sicurezza degli investimenti e una strategia sulle pompe di calore che sarà valida anche in futuro.

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