Le norme attualmente in vigore in materia di determinazione dei canoni di locazione sono considerate complesse e, in parte, di difficile comprensione. Per questo motivo, a settembre il Consiglio federale ha deciso di presentare una controproposta indiretta all’iniziativa sui canoni di locazione. Tale controproposta mira a semplificare la tutela contro i canoni di locazione abusivi e, al contempo, a favorire gli investimenti nell’edilizia residenziale.
Al centro delle riflessioni vi è un nuovo modello in cui i canoni iniziali vengono determinati sulla base di valori statistici comparativi. Durante la durata dei contratti di locazione, i canoni potrebbero essere indicizzati al rincaro. In questo modo, l’attuale vincolo al tasso di riferimento ipotecario verrebbe almeno in parte sostituito.
Per i proprietari e gli investitori immobiliari si tratterebbe di un cambiamento di sistema di ampia portata. Il calcolo dei futuri ricavi da locazione, le valutazioni immobiliari e la redditività delle ristrutturazioni potrebbero subire modifiche.
L’Associazione svizzera dell’economia immobiliare (SVIT) è in linea di principio aperta a una modernizzazione. Chiede tuttavia canoni di locazione comparativi in linea con il mercato, un’indicizzazione completa e una protezione adeguata per gli investimenti in nuove costruzioni e ristrutturazioni. Valuta criticamente ulteriori interventi quali i periodi di blocco per gli aumenti degli affitti a seguito di un cambio di proprietà.
Una forte opposizione proviene dall’Associazione degli inquilini. Quest’ultima teme che gli affitti di riferimento statistici possano portare a un aumento graduale del livello degli affitti. A metà ottobre l’associazione ha presentato un appello con oltre 100’000 firme contro la controproposta prevista.
Per il settore immobiliare la posta in gioco è alta. Un nuovo modello di canone di locazione potrebbe semplificare la pianificazione dei rendimenti a lungo termine, ma allo stesso tempo creare nuove incertezze durante la fase di transizione. Saranno determinanti il calcolo dei canoni di locazione di riferimento, il trattamento dei contratti di locazione esistenti e le regole relative agli investimenti che aumentano il valore degli immobili.
Per ora si tratta ancora di proposte politiche. Il Consiglio federale prevede di avviare la consultazione nel primo semestre del 2027. Fino ad allora, le attuali norme sugli affitti rimarranno in vigore senza modifiche.
La discussione dovrebbe diventare uno dei temi più importanti della politica immobiliare dei prossimi anni. Al centro vi è la questione di come conciliare la tutela degli inquilini, la sicurezza degli investimenti e la creazione di nuovi alloggi.
