La nuova spinta proviene soprattutto dalla modalità di ricerca “diffusa”. Secondo l’Immo-Barometer 2026, la percentuale delle famiglie in affitto che non hanno un’intenzione concreta di traslocare, ma che osservano il mercato, è salita al 39,8%, rispetto al 37,3% dell’anno precedente. Ciò indica un mercato in cui l’aumento dei costi abitativi accresce la pressione sulla ricerca, senza che per molti siano immediatamente disponibili alternative realistiche.
Per il settore immobiliare residenziale, questo è più di un semplice quadro di riferimento. Se l’81% degli inquilini indica l’affitto come criterio determinante, il margine di manovra in termini di superficie, planimetria e ubicazione si restringe. Allo stesso tempo, il comfort e lo spazio continuano ad avere un peso elevato. Circa il 58% considera lo spazio a disposizione un fattore determinante, mentre più della metà punta sul comfort generale. Chi sviluppa, ristruttura o commercializza appartamenti si trova quindi di fronte a famiglie decisamente più attente ai costi, che tuttavia non scendono a compromessi in termini di qualità.
La pressione sui costi si scontra con le esigenze abitative
La crescente importanza del canone di locazione va di pari passo con l’aumento dei canoni di offerta. Wüest Partner quantifica l’incremento dell’indice edonistico dei canoni di offerta dal 2021 a circa il 18%. Nello stesso periodo, la percentuale di inquilini per i quali l’affitto è un fattore determinante nella ricerca è passata dal 53 all’81 per cento. Il prezzo influisce quindi sempre di più sulla scelta della superficie abitativa effettivamente sostenibile e sui segmenti di mercato in cui si concentra la ricerca.
Oltre al canone di locazione, continuano a contare anche le caratteristiche concrete dell’appartamento. Il balcone e la planimetria sono indicati come fattori determinanti da poco meno della metà degli intervistati. È evidente anche il crescente desiderio di disporre di una lavatrice propria. Ciò che fino a pochi anni fa era ancora secondario per molti, è ormai importante per una netta maggioranza. Il mercato deve quindi fornire offerte accessibili, senza ridurre le dotazioni essenziali per la vita quotidiana.
Il caldo e il tragitto casa-lavoro guadagnano terreno
Anche per quanto riguarda la posizione, le priorità stanno cambiando. L’accessibilità con i mezzi pubblici rimane il criterio più importante. Allo stesso tempo, il tragitto casa-lavoro sta riacquistando importanza. Nel 2021 era determinante per il 23 per cento degli intervistati, mentre nel 2026 questa percentuale tornerà a superare il 40 per cento. Anche il rumore ambientale viene valutato in modo più critico, mentre la tranquillità e il verde contano di più.
Inoltre, il comfort abitativo estivo ha acquisito un valore notevolmente maggiore. La percentuale di inquilini che considera la temperatura interna nei mesi estivi un fattore determinante è aumentata da circa il 20% nel 2021 a oltre il 30% nel 2026. Per i proprietari e i gestori di immobili, l’attenzione si sta quindi spostando. Sarà sempre più necessario considerare in modo integrato edifici resistenti al caldo, planimetrie funzionali e affitti accessibili.
