661 edifici, un campanello d’allarme e 150 milioni di franchi

Il Cantone di Friburgo possiede 661 edifici. Molti di essi sono fatiscenti, molti sono altamente dispendiosi dal punto di vista energetico e, senza un intervento, la situazione peggiorerà drasticamente nel giro di pochi anni. Il Gran Consiglio ha approvato con 81 voti contro 4 un credito quadro di 150 milioni di franchi per recuperare il ritardo accumulato.

Giugno 2026

Quello che oggi si manifesta come un «grave ritardo» nella manutenzione degli edifici è il risultato di decenni di investimenti insufficienti. Secondo il Consiglio di Stato, numerosi edifici presentano un’esigenza critica di risanamento. Senza un intervento, entro il 2032 molti immobili scivoleranno dalla categoria «piuttosto scadente» a quella «scadente». Già in passato è stato necessario adottare misure urgenti per scongiurare divieti di utilizzo, come nel caso dell’Aula Magna dell’Università di Friburgo.

Energia, sicurezza, valore
Il programma persegue tre obiettivi contemporaneamente. L’efficienza energetica di molti edifici statali è oggi considerata un vero e proprio spreco di energia. Una contraddizione rispetto agli obiettivi climatici cantonali e al risanamento del bilancio. La protezione antincendio e la prevenzione sismica presentano notevoli carenze in diversi edifici e il deterioramento delle condizioni costa, a lungo termine, più di una ristrutturazione mirata.

25 milioni all’anno, 38 edifici prioritari
Per il periodo dal 2026 al 2031 sono disponibili in media 25 milioni di franchi all’anno. Nel primo ciclo sono stati classificati come prioritari 38 edifici. Tra questi figurano gli edifici PER 08 e 09 dell’Università di Friburgo, che ospitano i dipartimenti di Fisica, Scienze motorie e Medicina, nonché l’edificio principale del Collège du Sud a Bulle. Gli interventi comprendono il rinnovo delle caldaie, la ristrutturazione sistematica delle finestre e l’ottimizzazione dei sistemi di regolazione del riscaldamento.

Due fasi, un impegno a lungo termine
Il programma si articola in una fase di studio e definizione delle priorità dal 2026 al 2027, seguita dalla fase di attuazione vera e propria fino al 2031. L’orizzonte temporale complessivo della ristrutturazione si estende fino al 2046. In questo modo, il Cantone non solo adempie ai propri obblighi di legge in qualità di proprietario, ma dà anche un impulso economico. Gran parte degli appalti sarà affidata ad aziende regionali. L’obiettivo è garantire posti di lavoro sicuri e spazi didattici al passo con i tempi, non solo facciate ristrutturate.

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