L’economia di Zurigo dipende da poche grandi aziende
Nel Cantone di Zurigo, poco più di 600 grandi imprese rappresentano il 42% del valore aggiunto e il 39% dei posti di lavoro a tempo pieno. Per quanto riguarda gli spazi per uffici, le aree industriali e le reti di fornitori, il nuovo studio di monitoraggio evidenzia quindi una forte concentrazione, accompagnata da una stretta interconnessione con le PMI.
Circa 600 grandi imprese influenzano l’economia zurighese in misura ben maggiore di quanto il loro numero possa far supporre. Secondo il nuovo monitoraggio economico di Zurigo, le aziende con più di 250 dipendenti rappresentano meno dell’1% del totale delle imprese del cantone, ma generano il 42% del valore aggiunto e il 39% dei posti di lavoro, misurati in equivalenti a tempo pieno. Per il mercato immobiliare, questo dato è più di una semplice statistica: dimostra quanto gli spazi ad uso ufficio, commerciale e di sviluppo dipendano da pochi grandi datori di lavoro e dalle loro catene del valore.
L’analisi prende in esame circa 112’500 imprese con almeno una sede operativa nel Cantone di Zurigo. Le microimprese dominano il panorama locale con l’88% di tutte le aziende, ma rappresentano solo il 19% dei posti di lavoro e il 14% del valore aggiunto. Le piccole e medie imprese contribuiscono insieme a una quota significativa dell’occupazione, ma rimangono anch’esse strettamente legate alle grandi imprese.
Le piazze economiche vivono di cluster aziendali
Questa distribuzione è rilevante soprattutto per proprietari, sviluppatori e comuni. Laddove le grandi imprese si espandono, si consolidano o delocalizzano alcune funzioni, ciò non riguarda solo i singoli edifici adibiti a uffici. Influisce su interi segmenti di mercato, dagli immobili commerciali ai servizi fino ai fornitori locali. I dati disponibili mostrano inoltre che le grandi imprese presentano la più alta produttività del lavoro e generano, secondo le stime, circa la metà delle imposte cantonali sugli utili.
Allo stesso tempo, lo studio relativizza l’immagine di una coesistenza separata tra grandi gruppi e PMI. Quasi due terzi del fatturato delle imprese del cantone derivano dagli affari con altre imprese. Le grandi imprese si riforniscono per oltre l’80 per cento dai propri numerosi fornitori, che sono per lo più PMI, mentre gran parte dei fattori produttivi viene acquistata all’interno della Svizzera. Ciò dimostra che la presenza di sedi aziendali forti genera domanda diretta anche per le imprese più piccole.
La questione degli spazi rimane legata all’economia
Per lo sviluppo territoriale e immobiliare ciò significa soprattutto una cosa: la resilienza economica del cantone non dipende solo da un’ampia base di PMI, ma anche dalla capacità di mantenere sul territorio i grandi datori di lavoro e di rendere possibili, dal punto di vista territoriale, i loro ecosistemi. I cluster di uffici, le aree di sviluppo ben collegate e condizioni quadro affidabili rimangono quindi un fattore determinante per l’attrattività del territorio. Allo stesso tempo, la concentrazione aumenta la dipendenza da pochi utenti di grandi dimensioni. Se il fabbisogno di spazi o i piani di investimento di questi ultimi subiscono una battuta d’arresto, ciò si riflette rapidamente sul mercato.
L’attuale edizione del monitoraggio economico non evidenzia quindi un’esclusione delle PMI, bensì una struttura basata sulla divisione del lavoro. Per il mercato immobiliare zurighese è proprio questo mix a essere determinante: l’ampiezza nell’utilizzo deriva dalla presenza di molte piccole imprese, mentre la profondità nella creazione di valore continua a essere garantita da pochi grandi attori.