Zurich va ancora forte, ma per quanto tempo ancora?

Un posto di lavoro su dieci nella regione di Zurigo è legato al settore finanziario. Circa il 16% del valore aggiunto regionale totale proviene da banche, assicurazioni e fornitori di servizi bancari. Un nuovo studio mette sul tavolo le cifre e allo stesso tempo l'Associazione bancaria di Zurigo avanza una richiesta chiara. Senza un miglioramento delle condizioni quadro, nulla di tutto ciò è definitivo.

Marzo 2026

Alla fine del 2024, la piazza finanziaria di Zurigo occuperà oltre 102.000 posti di lavoro a tempo pieno, di cui 44.000 solo nelle banche. Con un valore aggiunto lordo di 32,8 miliardi di franchi, il settore genera più di un sesto della produzione economica totale di Zurigo. Le banche coprono inoltre circa il 30% del fabbisogno finanziario di imprese e famiglie in tutta la Svizzera. Non si tratta di cifre astratte, ma della base economica di un’intera regione metropolitana.

Metà delle casse della città da un solo settore
Lo studio condotto dalla società di consulenza manageriale Oliver Wyman per conto dell’Associazione bancaria di Zurigo evidenzia un dato particolarmente chiaro. Circa la metà delle imposte sulle imprese della città di Zurigo proviene da banche e assicurazioni. Con il 10% dei posti di lavoro, esse generano il 16% del valore aggiunto, una percentuale di gran lunga superiore alla produttività media. La Zürcher Kantonalbank ha inoltre distribuito un importo record al cantone e ai comuni per il 2025.

Meno banche, più posti di lavoro
Dal 2015 il numero di banche operanti nella regione di Zurigo è sceso da 94 a 78. Nonostante ciò, l’occupazione è aumentata costantemente. Nonostante ciò, l’occupazione è aumentata costantemente, con una crescita superiore alla media dal 2017. I fornitori di servizi legati alle banche, come le fintech, i gestori patrimoniali e le società di consulenza, hanno creato posti di lavoro laddove le strutture istituzionali tradizionali sono state smantellate. Il settore si sta consolidando, ma non si sta riducendo.

La regolamentazione come punto critico
Il direttore generale dell’ACB Christian Bretscher pone una domanda cruciale. Cosa succede se le condizioni quadro si deteriorano gradualmente? Definisce “incomprensibile” il previsto aumento dei requisiti patrimoniali per UBS. L’associazione chiede una regolamentazione bancaria mirata e proporzionata, e non un inasprimento generalizzato che potrebbe costringere gli istituti attivi a livello internazionale a lasciare Zurigo. Le banche svizzere contribuiscono già al 5% del PIL nazionale e impiegano direttamente circa 158.000 persone.

La posta in gioco
La piazza finanziaria di Zurigo è in diretta concorrenza con Londra, Singapore e Francoforte. Particolari oneri normativi o peggioramenti fiscali non riguardano solo le banche, ma l’intera economia cittadina. Chiunque tragga il 50% delle imposte sulle società da un singolo settore ha interesse a garantire che questo settore rimanga, cresca e investa. Questa non è una dichiarazione di lobby, è aritmetica.

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