Uri blocca la tassa sulle seconde case in sede cantonale
Uri non intende introdurre un’imposta cantonale generalizzata sugli immobili di seconda casa a seguito dell’abolizione del valore locativo. Ogni comune dovrà invece poter decidere autonomamente se ritenga necessaria tale imposta. Andermatt, in particolare, si trova così al centro del dibattito fiscale.
Il margine di manovra proviene da Berna, ma Uri non intende sfruttarlo appieno a livello centrale. Con il cambiamento del sistema di tassazione della proprietà immobiliare, previsto per il 1° gennaio 2029, i Cantoni potranno introdurre un’imposta speciale sugli immobili di seconda casa utilizzati prevalentemente per uso proprio. Il Consiglio di Stato di Uri sta ora orientandosi verso una soluzione comunale, motivando la scelta con il modesto gettito rispetto all’onere amministrativo.
La situazione finanziaria è più limitata di quanto il dibattito politico lasci intendere. La perdita fiscale complessiva derivante dall’abolizione del valore locativo è stimata, per il Cantone e i Comuni insieme, a circa 3,2 milioni di franchi, da ripartire in parti uguali tra il Cantone e i Comuni. Secondo i calcoli, alle seconde abitazioni ad uso proprio spetta solo circa 0,6 milioni di franchi, il che corrisponde a circa lo 0,5 per cento del gettito fiscale cantonale.
Andermatt è il centro nevralgico
È proprio questa distribuzione a spiegare il cambio di rotta. Le seconde case sono fortemente concentrate ad Andermatt. Secondo i calcoli cantonali, in quel comune si registra una perdita fiscale di circa 180’000 franchi dovuta alle seconde case, che rappresenta il 61 per cento della corrispondente perdita comunale. Per la maggior parte degli altri comuni, le perdite sembrano essere molto più gestibili. Una soluzione a livello cantonale comporterebbe quindi l’attuazione di una complessa procedura di riscossione per un gettito relativamente modesto.
Uri intende invece modificare la Costituzione in modo che i Comuni possano introdurre autonomamente un’imposta sugli immobili, se necessario. I parametri fondamentali, quali l’oggetto d’imposta, l’aliquota e la procedura di accertamento, dovrebbero tuttavia essere uniformati nella legge fiscale cantonale. Ciò darebbe ai Comuni un margine di manovra senza creare 20 modelli diversi.
Il tempo stringe gi
La Confederazione ha fissato l’entrata in vigore dell’abolizione del valore locativo e della nuova possibilità di applicare un’imposta sulle seconde case al 1° gennaio 2029, a seguito della votazione popolare del 28 settembre 2025. Uri deve adeguare la propria legislazione entro tale data. Già nel marzo 2026 il Consiglio di Stato ha presentato i primi punti chiave per il progetto fiscale 2027. In occasione della conferenza comunale sulle finanze del 2 luglio 2026, la Direzione delle finanze ha annunciato che la procedura di consultazione sulla revisione della legge fiscale sarà avviata presumibilmente nell’autunno del 2026.
Ulteriore pressione deriva dalla parallela rivalutazione generale degli immobili, che dovrebbe entrare in vigore anch’essa il 1° gennaio 2029. Essa dovrebbe fruttare al Cantone e ai Comuni, complessivamente, un gettito aggiuntivo annuo derivante dall’imposta sul patrimonio pari a circa 1,4 milioni di franchi, compensando così in parte le perdite. Resta da vedere quanto costerà l’attuazione tecnica di una nuova imposta sugli immobili. Poiché solo pochi Cantoni dovrebbero introdurre un modello simile con lo stesso software, il Governo prevede costi informatici e di esecuzione più elevati. Proprio la questione dei costi potrebbe alla fine rivelarsi per i Comuni quasi più importante della nuova misura fiscale stessa.