Un nuovo studio analizza le sostanze chimiche presenti nella plastica

Un nuovo studio internazionale, pubblicato sulla rivista Nature, analizza sistematicamente oltre 16.000 sostanze chimiche presenti nella plastica. Rivela quante di esse sono dannose per la salute umana e l'ambiente e mostra modi concreti in cui l'industria della plastica può diventare più sicura e trasparente in futuro.

Luglio 2025

La plastica non è solo un problema ambientale, ma anche un rischio chimico. Che si tratti di imballaggi, giocattoli per bambini o prodotti elettronici. Quasi tutti i prodotti in plastica contengono sostanze chimiche, molte delle quali sono potenzialmente dannose per l’uomo e l’ambiente. Il nuovo studio, in cui sono coinvolti rinomati istituti di ricerca come Empa, Eawag e università norvegesi, è il primo ad analizzare sistematicamente l’impronta chimica del mondo della plastica.

Database PlastChem
Il database PlastChem allegato elenca oltre 16.000 sostanze chimiche utilizzate nella plastica, intenzionalmente o come contaminanti. Secondo gli autori, almeno 4.200 di queste sono chiaramente dannose per la salute o per l’ambiente. L’aspetto particolarmente allarmante è che queste sostanze chimiche non si trovano solo in applicazioni specializzate, ma anche in prodotti di uso quotidiano come imballaggi alimentari, giocattoli e plastiche da costruzione.

Biotest invece di scatole nere
Un approccio innovativo alla valutazione del rischio consiste nell’uso dei cosiddetti biotest, test biologici che misurano l’effetto tossico delle sostanze rilasciate senza conoscere la loro esatta struttura chimica. Questo apre nuove strade per identificare meglio le sostanze non identificate in precedenza, una necessità considerando che le plastiche spesso contengono prodotti di degradazione e residui di reazione che non rientrano in alcun elenco.

Tre leve per una plastica sicura
Lo studio identifica tre aree d’azione chiave:

  • Sostituzione delle sostanze pericolose con alternative sicure,
  • Trasparenza sul contenuto chimico dei prodotti lungo la catena del valore,
  • design di polimeri chimicamente semplificati che facilitino il riutilizzo e il riciclo.

Questi approcci non sono solo compiti tecnologici, ma anche politici. Finora, spesso è mancata la chiarezza normativa su quali sostanze chimiche possono o non possono essere utilizzate.

Impulso per l’accordo globale sulla plastica
I risultati forniscono una base scientificamente valida per misure concrete, giusto in tempo per il processo di negoziazione delle Nazioni Unite su un accordo globale sulla plastica. Secondo i ricercatori, è fondamentale che non solo gli aspetti ambientali ma anche quelli relativi alla salute siano ora al centro della strategia sulla plastica.

Voci dalla ricerca
“La plastica non solo contiene troppe sostanze chimiche, ma anche troppe di cui non sappiamo quasi nulla”, afferma l’autore principale Martin Wagner (NTNU). Il ricercatore dell’Empa Zhanyun Wang aggiunge: “La semplificazione chimica è una chiave per un’economia veramente circolare”

Lo studio chiarisce che il “business as usual” nella produzione di plastica non è né ecologicamente sostenibile né giustificabile dal punto di vista della salute. Chiunque voglia utilizzare la plastica in futuro deve ripensarla, dal design molecolare alla responsabilità globale.

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