Diritto antitrust con margine di manovra per le cooperazioni

Durante la sessione invernale del 2025, il Parlamento ha approvato la revisione della legge sui cartelli. La concorrenza deve essere tutelata, ma le cooperazioni economicamente sensate non devono più essere oggetto di sospetti generalizzati. Per gli uffici di progettazione e il settore edile, questa modifica comporta una maggiore certezza giuridica. Tuttavia, la vera prova del nove rimane la riforma istituzionale delle autorità garanti della concorrenza.

Febbraio 2026

L’economia svizzera sostiene una legislazione antitrust forte. Le restrizioni alla concorrenza devono essere impedite e deve essere garantita una concorrenza leale. Nella pratica, tuttavia, le autorità garanti della concorrenza si sono sempre più allontanate da questo principio. Anziché esaminare gli effetti reali sul mercato, hanno valutato principalmente la forma di un accordo. Alcuni accordi sono stati quindi automaticamente considerati illegittimi, anche se era dimostrato che non avevano effetti dannosi.

Ciò ha comportato una notevole incertezza giuridica, in particolare per le PMI, gli studi di progettazione e le imprese del settore edile. I gruppi di acquisto, i progetti di ricerca comuni o i pool assicurativi sono finiti nel mirino, nonostante spesso consentissero di ottenere guadagni in termini di efficienza e migliori prestazioni di mercato. Con la revisione ora approvata, il Parlamento reagisce a questa situazione insoddisfacente e chiede un ritorno alla volontà originaria del legislatore.

Nuova logica di verifica nell’articolo 5 della legge sui cartelli
Il fulcro della revisione è la precisazione contenuta nell’articolo 5 capoverso 1 della legge sui cartelli. In futuro non sarà più sufficiente classificare un accordo come «accordo rigido». Sarà sempre necessaria una valutazione complessiva della rilevanza, che tenga conto di elementi qualitativi e quantitativi, come la struttura del mercato, le quote di mercato e le condizioni quadro concrete nel singolo caso.

La natura dell’accordo rimane importante, perché fornisce indicazioni su un potenziale di nocività tipico. Tuttavia, ora è chiaramente stabilito che occorre verificare se tale potenziale si concretizza effettivamente nel contesto di mercato reale. In pratica, ciò significa che le autorità garanti della concorrenza non possono più sanzionare le cooperazioni solo in base alla loro forma, ma devono motivare perché e dove esse incidono effettivamente sulla concorrenza. L’entrata in vigore delle modifiche sostanziali è prevista per il 1° gennaio 2027.

Maggiore margine di manovra per le cooperazioni
La revisione raggiunge un delicato equilibrio. Le cooperazioni che non compromettono la concorrenza o che sono addirittura vantaggiose per essa vengono tolte dalla linea di tiro senza indebolire il potere della COMCO. Ciò comporta maggiore chiarezza per gli studi di progettazione, le società di ingegneria e altri attori del settore edile. In particolare nei casi in cui la cooperazione è consentita, come gli appalti congiunti, i progetti di standardizzazione o la condivisione delle risorse.

Allo stesso tempo, la missione fondamentale del diritto antitrust rimane invariata. I cartelli hardcore, gli accordi sui prezzi o gli accordi sugli appalti continueranno ad essere perseguiti con severità. La revisione non sposta l’attenzione dalla tutela della concorrenza, ma la riporta al suo nucleo centrale. Effetto anziché forma, comportamento abusivo anziché sospetto generico.

Riforma istituzionale delle autorità garanti della concorrenza
La revisione sostanziale non conclude il processo. Nel 2026 e nel 2027 la riforma istituzionale passerà in primo piano. Si tratta di stabilire come condurre i procedimenti antitrust e in che misura essi siano conformi allo Stato di diritto.

Diversi elementi sono al centro dell’attenzione. In primo luogo, occorre rafforzare la separazione istituzionale tra indagine e decisione. La Commissione della concorrenza diventerà un’istanza più simile a un tribunale, con risorse specialistiche proprie, mentre la segreteria agirà come autorità di accusa indipendente.

In secondo luogo, è prevista un’istanza di ricorso specializzata che raggruppa i casi di cartello, garantisce la competenza e accelera i procedimenti. In terzo luogo, sarà nominato un funzionario incaricato delle audizioni («Hearing Officer») indipendente, che vigilerà sul rispetto dei diritti procedurali e fungerà da punto di contatto neutrale per le parti, senza intervenire nelle decisioni sostanziali.

In quarto luogo, si intende creare maggiore trasparenza pubblicando i voti speciali e rendendo visibili le opinioni divergenti, il che rende più comprensibile l’evoluzione del diritto. Secondo la CEDU, i procedimenti antitrust sono considerati procedimenti penali, incidono profondamente sui diritti delle imprese interessate e sono quindi soggetti a severi requisiti di legalità. È proprio in questo contesto che Bauenschweiz continua a vedere una notevole necessità di riforma.

Bauenschweiz sollecita una maggiore legalità
Bauenschweiz accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale riconosca la necessità di una riforma nell’attuazione, ma respinge l’attuale progetto di riforma istituzionale. Dal punto di vista dell’associazione mantello, esso non colma in modo sufficiente le lacune centrali. In particolare, l’indipendenza dell’organo decisionale, la chiara separazione tra indagine e sentenza e la tutela delle garanzie procedurali non sono ancora sufficientemente garantite.

Un quadro normativo in materia di cartelli che interferisce profondamente con le libertà imprenditoriali necessita di istituzioni solide, procedure trasparenti e fiducia nell’equità. Solo in questo modo è possibile sanzionare in modo coerente le violazioni della concorrenza senza frenare inutilmente la propensione agli investimenti e le cooperazioni significative.

Il messaggio del Consiglio federale sulla riforma istituzionale è atteso per l’estate 2026, mentre la discussione parlamentare dovrebbe iniziare nel terzo o quarto trimestre. CostruzioniSvizzera intende nuovamente partecipare insieme a un’alleanza economica. L’obiettivo è quello di sancire una legge sui cartelli che tuteli la concorrenza, valuti in modo differenziato le cooperazioni e soddisfi in modo coerente i requisiti dello Stato di diritto.

Più articoli