All’origine del dibattito c’è il passaggio senza soluzione di continuità dal Dipartimento delle costruzioni del Cantone di Argovia al settore dello sviluppo immobiliare. Stephan Attiger si dimetterà dal Consiglio di Stato il 31 dicembre 2026 e, a partire dal 1° gennaio 2027, ricoprirà una nuova carica presso il Gruppo Markstein di Baden, dove si occuperà di progetti di sviluppo territoriale e fungerà da collegamento con gli organi politici.
Il Consiglio di Stato ritiene che, allo stato attuale delle conoscenze, tale passaggio sia compatibile con le norme vigenti. Attiger avrebbe informato l’intero organo il 19 agosto 2026 in merito al suo futuro incarico e avrebbe verificato preventivamente se durante il suo mandato vi fossero stati punti di contatto con Markstein. Secondo il governo cantonale, il Dipartimento delle costruzioni, dei trasporti e dell’ambiente non è a conoscenza di alcun dossier in cui l’azienda abbia presentato richieste o domande di autorizzazione a proprio nome.
Nessuna ricusazione in vista
Il Cantone non vede quindi attualmente alcun motivo per una ricusazione nelle questioni in corso. La questione è delicata, poiché Attiger è a capo del Dipartimento delle costruzioni, dei trasporti e dell’ambiente dal 2013 ed è quindi responsabile della pianificazione territoriale, dei trasporti, dell’ambiente e dell’energia. Proprio nello sviluppo territoriale, il coordinamento politico, la pianificazione e le procedure di autorizzazione procedono a stretto contatto. Per le deputate del PS Lelia Hunziker e Mia Jenni, questo è stato motivo sufficiente per interrogare il Consiglio di Stato su possibili conflitti di interesse, sulle procedure in corso e sull’adeguatezza delle norme attuali.
La risposta del Consiglio di Stato fa affidamento sulle garanzie esistenti. Le informazioni riservate rimangono soggette al segreto d’ufficio, anche dopo la cessazione dalla carica. Qualora Attiger dovesse comunque essere coinvolto in una pratica, si dovrebbero applicare le norme sulla ricusazione. Secondo quanto affermato dal Cantone, tuttavia, un caso del genere non è prevedibile fino alla fine del 2026.
Zona grigia nei mandati indiretti
La questione politica non è quindi del tutto risolta. Markstein non opera solo come sviluppatrice, ma affianca anche i committenti nei progetti. In tali contesti, l’azienda può rimanere dietro le quinte rispetto al Cantone. Il Consiglio di Stato ammette del resto che tali servizi a valle non sono necessariamente riconoscibili per l’Ufficio cantonale delle costruzioni (BVU). È proprio qui che risiede il punto delicato per il settore immobiliare, poiché l’influenza e le informazioni privilegiate nei punti di contatto spesso agiscono in modo informale e non emergono solo nella documentazione formale delle richieste.
Il «cooling-off» non ha alcuna possibilità
Il Consiglio di Stato non intende tuttavia introdurre un periodo di «cooling-off». Sostiene che i cambiamenti professionali facciano parte della realtà della vita, che il segreto d’ufficio tutelato dal diritto penale sia sufficiente e che ulteriori periodi di interdizione solleverebbero nuove questioni relative alle indennità di transizione e alle future prospettive professionali dei membri dell’esecutivo. Dal punto di vista politico, la questione è quindi tutt’altro che chiusa. Per sviluppatori, investitori e committenti pubblici, esso dimostra quanto rapidamente le decisioni relative al personale, all’incrocio tra Stato e settore immobiliare, si trasformino in questioni di governance.
