Il nocciolo del conflitto risiede meno nella simbologia politica che nell’attuazione pratica. Il disegno di legge PL 13711 è stato presentato il 3 novembre 2025 e deferito alla Commissione per l’Economia il 20 novembre 2025. In tale sede, fino alla relazione del 18 agosto 2026, è emerso un compromesso più ristretto che prevedeva la non pubblicazione dei nomi e dei prezzi di acquisto solo per gli immobili con un massimo di tre appartamenti.
Proprio questa limitazione è diventata un problema. In commissione la versione è stata approvata con 8 voti contro 7. Allo stesso tempo, è rimasta l’opposizione da parte della sinistra, dei rappresentanti degli inquilini e degli ambienti che insistono sulla trasparenza per combattere la speculazione e il riciclaggio di denaro. Il consigliere di Stato Nicolas Walder ha inoltre chiarito che una delimitazione in base al numero di appartamenti sarebbe difficilmente applicabile nella pratica, poiché tale informazione non è facilmente reperibile nella forma richiesta.
Compromesso senza maggioranza
L’iniziativa proveniente dal campo borghese mirava originariamente a eliminare in linea di principio la pubblicazione delle parti e del corrispettivo nelle transazioni immobiliari sul Foglio ufficiale. Al termine delle deliberazioni ne è rimasta una protezione limitata per i piccoli edifici residenziali. Ciò non ha placato la controversia sul piano politico. Per i sostenitori è una questione di privacy e sicurezza. Per gli oppositori, la posta in gioco è se il mercato immobiliare ginevrino perderà parte della sua trasparenza pubblica sui prezzi per gli immobili di piccole dimensioni.
Rinviato anziché deciso
Nel calendario parlamentare, lo stallo è ormai evidente. Dopo la presentazione della relazione della commissione il 18 agosto 2026, l’oggetto è stato nuovamente indicato come rinviato il 4 settembre 2026 e il 2 ottobre 2026. Pertanto, per il momento rimane in vigore l’attuale prassi di pubblicazione, fintantoché il Gran Consiglio non approverà una versione in grado di ottenere la maggioranza e tecnicamente attuabile.
Per proprietari, investitori, amministratori e inquilini, la questione va ben oltre un semplice dettaglio giuridico. Essa determina se i prezzi di acquisto e le parti contraenti in determinate transazioni continueranno a essere pubblicamente verificabili o se, al contrario, proprio gli immobili residenziali di piccole dimensioni usciranno dal mercato visibile. Al momento non è chiara non solo la maggioranza politica, ma anche se la tutela dei piccoli immobili possa effettivamente tradursi in un sistema di applicazione solido.
