Nonostante l’aumento dei tassi d’interesse, gli svizzeri mantengono i mutui per periodi più lunghi

Nel terzo trimestre del 2026 i tassi di riferimento per i mutui a tasso fisso hanno registrato un aumento significativo. Ciononostante, alla fine di settembre il 43% dei contratti stipulati prevedeva durate pari o superiori a dieci anni. Per i proprietari, la possibilità di pianificare continua a contare più del recente aumento dei tassi.
3 minuti di lettura
Condividi il post

Nonostante l’aumento dei tassi d’interesse, gli svizzeri mantengono i mutui per periodi più lunghi

L’ultimo balzo non è partito dalla Banca nazionale svizzera, bensì dal mercato dei capitali. Sebbene il 24 settembre 2026 la BNS abbia mantenuto il tasso di riferimento allo 0%, all’inizio di ottobre il rendimento dei titoli di Stato decennali si attestava intorno allo 0,58%. Di conseguenza, sono aumentati anche i costi di copertura delle banche per le scadenze a lungo termine.

Ciò si ripercuote direttamente sul mercato ipotecario. Secondo Comparis, il tasso di riferimento per le ipoteche a tasso fisso decennali è salito al 2,07% a fine settembre, rispetto all’1,77% di fine giugno. Nello stesso periodo, i tassi a cinque anni sono saliti all’1,90%, quelli a tre anni all’1,75%.

La durata lunga rimane il modello standard
Nonostante i tassi più elevati, la domanda di durate lunghe è rimasta sorprendentemente stabile. Il 43% dei contratti stipulati a fine settembre riguardava mutui con durata di dieci anni o più, rispetto al 42% di fine giugno. I mutui Saron hanno registrato un leggero aumento dal 19 al 21 per cento, mentre le durate medie da quattro a sette anni sono scese al 21 per cento.

Per i proprietari di immobili si tratta di un segnale chiaro. Chi oggi accende un mutuo o lo rinnova, acquista soprattutto sicurezza nei propri calcoli. Ciò vale a maggior ragione perché, sebbene il sovrapprezzo per le durate lunghe sia aumentato, il panorama dei tassi d’interesse a livello internazionale rimane instabile.

La pressione internazionale colpisce il mercato svizzero
Negli Stati Uniti, il 16 settembre 2026 la Fed ha innalzato il proprio corridoio obiettivo di 0,25 punti percentuali, portandolo dal 3,75 al 4,00 per cento. La BCE ha fissato il tasso sui depositi al 2,50% a settembre. Questa pressione internazionale sui tassi d’interesse si ripercuote anche sulle scadenze svizzere, sebbene la politica monetaria nazionale sia rimasta accomodante.

La distanza tra il tasso di riferimento e il tasso migliore mostra quanto sia ampio il margine di negoziazione. Per un mutuo a tasso fisso decennale, il tasso migliore mediato da Comparis a fine settembre era dell’1,60%, ovvero 0,47 punti percentuali al di sotto del valore di riferimento del 2,07%. Per un mutuo di 750’000 franchi, ciò comporta un risparmio potenziale di 35’250 franchi in dieci anni.