Il Consiglio federale ha respinto l’iniziativa sui canoni di locazione il 25 settembre 2026 e ha annunciato una controproposta indiretta. Tale controproposta si basa su un canone di locazione di riferimento statistico per il canone iniziale e su adeguamenti nel corso del rapporto di locazione, ma rinuncia espressamente al controllo automatico e periodico dei canoni di locazione richiesto dall’iniziativa.
È proprio su questo punto che si concentra la nuova mobilitazione. Per martedì 13 ottobre 2026 è prevista a Berna la consegna di 100’000 firme a sostegno di una petizione contro la controproposta. Il conflitto non verte quindi più solo su un’iniziativa popolare, ma sulla questione politica di quanto lo Stato debba intervenire nel controllo degli affitti.
Il mercato rimane sotto pressione
Lo scontro politico si inserisce in un mercato immobiliare che continua a restringersi. A metà settembre 2026, l’Ufficio federale per l’edilizia abitativa ha scritto che la situazione si era ulteriormente aggravata nel 2025 e nel primo semestre del 2026. Nel monitoraggio della Confederazione, la carenza di alloggi per chi è alla ricerca di una sistemazione, in particolare per le famiglie con basso potere d’acquisto, viene descritta come la più grave dal 2014.
Di conseguenza, il dibattito sugli affitti iniziali, sui ricorsi e sui controlli ha un impatto diretto su proprietari, amministratori e investitori. Laddove i nuovi contratti di locazione si scontrano con un’offerta limitata, la pressione si sposta dal patrimonio immobiliare esistente all’ingresso nel mercato. È proprio qui che la controproposta intende intervenire con maggiore trasparenza, mentre l’iniziativa mira a sancire nella Costituzione un controllo sistematico degli affitti abusivi.
Controversia su efficacia e oneri
Le posizioni contrastanti attraversano ormai l’intero settore. Il Consiglio federale motiva il proprio rifiuto dell’iniziativa con gli elevati oneri derivanti da un sistema di controllo automatico e intende invece creare regole più chiare e comprensibili. Anche i critici del settore immobiliare mettono in guardia da un aumento della burocrazia e contestano che controlli più severi sugli affitti possano risolvere il problema dell’offerta.
Per il settore immobiliare una cosa è chiara: la carenza di alloggi non rimane solo una questione di edilizia e di offerta, ma si sta sempre più spostando sul piano del diritto di locazione. Il prossimo passo concreto sarà la presentazione della petizione a Berna il 13 ottobre 2026. Successivamente, il conflitto nelle Camere federali dovrebbe inasprirsi ulteriormente, una volta presentato il progetto di legge relativo alla controproposta indiretta.
