Un colosso del tempo libero nei pressi di Parigi inciampa su una questione di diritti irrisolti
Courdimanche dovrebbe diventare una meta turistica di richiamo grazie a tre nuovi parchi di divertimento del valore di 6 miliardi di euro. Tuttavia, proprio il progetto di punta dedicato a Dragon Ball, tanto acclamato dall’opinione pubblica, non è ancora finanziato in senso giuridico, poiché, secondo le ultime notizie, manca l’autorizzazione dei titolari dei diritti giapponesi.
L’impatto politico dell’annuncio si è fatto sentire subito, mentre manca ancora il quadro giuridico. Il 24 agosto 2026 la Francia e l’Arabia Saudita hanno presentato un protocollo per la realizzazione di tre parchi a tema a Cergy-Pontoise, con un volume di investimenti pari a 6 miliardi di euro. Uno dei parchi dovrebbe sorgere a Courdimanche, nell’area che un tempo ospitava Mirapolis, e sarà ispirato all’universo manga di Dragon Ball. Per lo sviluppo immobiliare e territoriale, è proprio questa differenza a essere determinante. Il progetto è stato definito come un’iniziativa di grande portata, ma secondo Le Monde il marchio di riferimento del primo parco non è ancora stato definito, poiché manca l’approvazione dei detentori dei diritti giapponesi per l’utilizzo dei personaggi e del marchio. Resta quindi da vedere se l’effetto trainante del progetto in termini di comunicazione potrà essere effettivamente realizzato nella forma annunciata. Sito con pregressa destinazione ricreativa La regione Île-de-France parla di una delle più grandi operazioni di investimento straniero degli ultimi anni. Si parla di circa 20’000-22’000 posti di lavoro diretti. Il progetto si ricollega a un’area ricreativa a Courdimanche, in disuso da decenni, dove l’ex parco Mirapolis fallì all’inizio degli anni ’90. Per proprietari, progettisti, autorità e fornitori di infrastrutture, il dibattito si sposta quindi dalla pura visione alla questione di come gestire la viabilità, i vincoli ambientali e lo sviluppo territoriale in un perimetro già di per sé delicato. Il capitale saudita si espande Il promotore del progetto è la Qiddiya Investment Company, che fa parte del fondo sovrano saudita PIF. Per l’Europa non si tratta di un semplice pallone di prova, ma di un ulteriore passo avanti in una strategia di investimento più ampia. Secondo i documenti del PIF depositati negli Stati Uniti nel 2025, tra il 2017 e il 2024 sono affluiti in Europa circa 84,7 miliardi di dollari, di cui 8,6 miliardi in Francia. La novità principale è rappresentata dall’entità di un nuovo progetto edilizio orientato al tempo libero, con un impatto diretto sull’uso del territorio, sugli alberghi, sulle infrastrutture e sul valore aggiunto turistico. Molti segnali, poche scadenze Rimangono ancora da definire la data di apertura, i temi dei due altri parchi e la configurazione concreta degli alberghi annessi e delle destinazioni d’uso secondarie. Proprio queste incognite sono fondamentali per il settore. Finché il piano di utilizzo, la catena dei diritti e la tabella di marcia per l’attuazione non saranno completamente chiariti, il progetto miliardario rimarrà una promessa di sviluppo altamente politicizzata, con un notevole potenziale in termini di superficie e infrastrutture, ma ancora priva di un piano operativo definitivamente garantito.