“Entwicklung Schweiz” chiede cinque riforme
Secondo «Entwicklung Schweiz», l’attività edilizia residenziale in Svizzera ha raggiunto un livello storicamente basso. Nel contempo, la popolazione e, di conseguenza, la domanda di alloggi continuano a crescere. Con il documento di posizione «Wege aus der Wohnbaumisere» (Soluzioni per uscire dalla crisi abitativa), l’associazione di categoria chiede meno ostacoli, procedure più rapide e una pianificazione territoriale radicalmente modernizzata.
Per “Entwicklung Schweiz” la situazione è chiara: l’edilizia residenziale non riesce a tenere il passo con la domanda. L’attività edilizia è scesa al di sotto dei livelli del 1980, nonostante la Svizzera abbia bisogno di alloggi supplementari grazie alla sua forte economia e alla crescita demografica costante. L’associazione non vede in questo un effetto temporaneo del mercato, bensì la conseguenza di condizioni quadro politiche e normative che rendono sempre più difficili lo sviluppo, la pianificazione e la realizzazione.
Per questo motivo, «Entwicklung Schweiz» ha pubblicato il proprio documento programmatico sulla «crisi dell’edilizia residenziale». L’associazione di categoria rappresenta le imprese che sviluppano, progettano e realizzano progetti edilizi e immobiliari. Il suo appello alla politica, all’amministrazione e agli altri attori è: «Lasciateci costruire». Al centro vi sono cinque richieste di riforma volte ad accelerare l’edilizia abitativa e, in particolare, a facilitare lo sviluppo interno.
Dare maggiore peso allo spazio abitativo
In primo luogo, Entwicklung Schweiz chiede una tutela dei monumenti «con senso della misura». Nel bilanciare gli interessi, l’interesse pubblico a disporre di spazio abitativo sufficiente deve avere un peso maggiore rispetto alla tutela del paesaggio urbano. La richiesta riguarda le ristrutturazioni, i risanamenti, le nuove costruzioni sostitutive e la densificazione nelle aree insediative esistenti. Proprio in questi contesti, i progetti si trovano spesso in un punto di tensione tra la conservazione del patrimonio edilizio esistente e la creazione di alloggi aggiuntivi.
In secondo luogo, l’associazione intende legare maggiormente il diritto di opposizione all’essere direttamente interessati. Le opposizioni abusive dovrebbero essere sanzionate in modo efficace. Dal punto di vista del settore, ricorsi e opposizioni comportano spesso ritardi, elevati costi di progettazione e incertezza. I critici di tale restrizione, d’altra parte, sottolineerebbero l’importanza della tutela giuridica, della partecipazione democratica e della tutela degli interessi pubblici.
Pianificazione territoriale e risanamento
La terza richiesta riguarda la legge sulla pianificazione del territorio. «Entwicklungs Schweiz» chiede che venga nuovamente consentito l’inserimento in zona edificabile di aree ben servite dal punto di vista dei trasporti, escludendo al contempo le zone periferiche. Inoltre, occorre superare la rigida separazione tra le zone di destinazione d’uso. In questo modo l’associazione riprende posizioni già espresse in precedenza: la densificazione interna, la miscelazione degli usi e lo sviluppo delle aree intorno alle stazioni ferroviarie dovrebbero diventare più agevoli rispetto alla realizzazione di nuovi edifici in località scarsamente servite.
In quarto luogo, il documento propone una campagna di risanamento. La quota di risanamento dovrebbe essere aumentata dall’attuale 1% circa al 3%. Come incentivo, «Entwicklung Schweiz» chiede che nei risanamenti sia concessa una superficie aggiuntiva computabile pari ad almeno il 30%. L’idea coniuga due obiettivi: gli edifici esistenti devono essere riqualificati dal punto di vista energetico e, al contempo, deve essere possibile creare spazio abitativo aggiuntivo. Tuttavia, il fatto che un tale bonus di superficie stimoli effettivamente gli investimenti nella misura desiderata dipende dai regolamenti edilizi comunali, dai costi dei terreni e di costruzione, nonché dalle rispettive condizioni di autorizzazione.
Basta con la «maratona della pianificazione»
In quinto luogo, «Entwicklungs Schweiz» chiede procedure più snelle. Scadenze vincolanti e un percorso più diretto dalla pianificazione d’uso alla licenza edilizia dovrebbero accorciare la cosiddetta «maratona della pianificazione». Secondo l’associazione, non servono solo nuovi obiettivi politici, ma anche procedure che consentano di realizzare i progetti entro tempi ragionevoli.
Il documento di posizione integra l’attuale dibattito sull’alloggio a prezzi accessibili con una prospettiva orientata all’offerta. Mentre città come Zurigo e Losanna intendono acquistare immobili o trasferire alloggi al settore di utilità pubblica tramite il diritto di prelazione, e la Mobiliar mette a disposizione capitale proprio per alloggi a canone moderato, «Entwicklung Schweiz» punta sulle norme. L’associazione intende modificare i presupposti che regolano la costruzione, la ristrutturazione, la densificazione e la riqualificazione.
Le richieste non sono prive di conflitti politici. Riguardano la tutela del patrimonio edilizio storico, il diritto di opposizione, lo sviluppo insediativo e il ruolo dei comuni. Proprio per questo motivo il documento è più di un semplice appello del settore: solleva una questione centrale del dibattito sull’edilizia abitativa, ovvero se la Svizzera intenda affrontare la carenza di alloggi soprattutto con capitale aggiuntivo e impegno pubblico oppure anche con norme di pianificazione più rapide e flessibili.