Shenzhen ignora la crisi immobiliare

La condanna all’ergastolo inflitta a Hui Ka Yan chiude uno dei capitoli più spettacolari del boom immobiliare cinese. Per il mercato, tuttavia, la crisi non finisce qui, poiché milioni di appartamenti pagati in anticipo, debiti enormi e nuove procedure di insolvenza continuano a gravare sul settore.

Agosto 2026

Il 20 agosto 2026 un tribunale di Shenzhen ha condannato Hui Ka Yan all’ergastolo e ha disposto la confisca di tutto il suo patrimonio privato. I giudici hanno ritenuto provati i reati di frode finanziaria su larga scala, raccolta illegale di fondi e corruzione commessi tra il 2016 e il 2021. La figura simbolo del boom del debito cinese subisce così una pesante sconfitta sul piano giuridico. Per il mercato immobiliare, tuttavia, questa sentenza non pone fine alla vicenda.

Il motivo risiede nella portata stessa del crollo. Il gruppo, fondato da Hui nel 1996, è crollato nel 2021 sotto il peso di debiti pari a circa 300 miliardi di dollari. Al centro della crisi c’erano circa 1,6 milioni di appartamenti già venduti ma non ancora completati. Una parte è stata nel frattempo completata o consegnata, ma i progetti problematici continuano a gravare sugli acquirenti, sui finanziamenti e sull’attività edilizia.

La sentenza non elimina gli edifici in stato grezzo
La condanna non è stata inflitta a Hui solo a causa di un modello di business fallito, ma per bilanci manipolati e flussi di denaro abusivi. Proprio questo aggrava la situazione per il settore immobiliare. Laddove la crescita era sostenuta da prevendite, capitale di terzi e acquisti sempre nuovi di terreni, la manipolazione dei bilanci si trasforma rapidamente in un danno sistemico. La confisca del patrimonio di Hui dovrebbe andare a beneficio delle parti lese, ma difficilmente riuscirà a colmare il divario.

La portata del problema emerge chiaramente nel caso della principale unità continentale, la Hengda Real Estate. Lì, le passività ammontavano recentemente a circa 2,4 trilioni di yuan. Anche se una parte considerevole del patrimonio precedente di Hui fosse ancora disponibile, il deficit rimarrebbe comunque enorme. Questo spiega perché la risoluzione della questione non si decide in aula, ma nei cantieri, nelle procedure con i creditori e nella riorganizzazione dei progetti bloccati.

La liquidazione entra nella fase successiva
Appena un giorno dopo la sentenza, i tribunali cinesi hanno annunciato la prossima misura drastica. A Guangzhou è stata avviata una procedura di liquidazione fallimentare nei confronti di Hengda Real Estate. Per proprietari, creditori e autorità, l’attenzione si sposta quindi ancora di più sulla questione di quali progetti possano essere portati avanti, venduti o liquidati in modo ordinato. Soprattutto per l’edilizia residenziale, rimane fondamentale stabilire se gli immobili incompiuti vengano completati o se, come strutture grezze, continuino a legare capitale e fiducia.

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