Il Parlamento blocca la tassa antisismica per i proprietari

Berna ha messo da parte l'impegno condizionale del Consiglio federale relativo ai danni sismici. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale, nella sessione autunnale del 2026, non ha dato seguito al progetto. Per i proprietari di immobili, la protezione antisismica rimane quindi facoltativa e organizzata a livello privato.
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Il Parlamento blocca la tassa antisismica per i proprietari

Il Consiglio nazionale ha respinto il progetto il 30 settembre 2026, dopo che il Consiglio degli Stati aveva già deciso, il 16 dicembre 2025, di non entrare nel merito. Di conseguenza, la Confederazione non otterrà alcuna nuova competenza costituzionale per riscuotere contributi dai proprietari di immobili a seguito di un grave terremoto.

In sostanza, il modello mirava a un finanziamento a posteriori della ricostruzione. Una volta attivato dal Consiglio federale, i proprietari in tutta la Svizzera avrebbero dovuto versare fino allo 0,7% della somma assicurata sull’immobile. La Confederazione ha motivato questa misura con la copertura ancora insufficiente dei danni sismici in Svizzera, poiché attualmente le soluzioni contrattuali sono disponibili solo tramite prodotti privati.

La copertura privata rimane l’unica opzione
Per i proprietari, gli investitori e i gestori di grandi patrimoni immobiliari, la decisione rappresenta ben più di un semplice segnale politico. Essa mantiene il finanziamento dei rischi sismici al di fuori di un modello obbligatorio previsto dal diritto federale e lascia la copertura in mano a polizze private volontarie. Chi vuole coprire i rischi deve continuare a organizzarli e finanziarli autonomamente.

Allo stesso tempo, la Confederazione riconosce che l’attuale lacuna di copertura permane. L’Ufficio federale dell’ambiente sottolinea che i prodotti assicurativi privati sono attualmente l’unica soluzione contrattuale per i danni sismici e che la politica intendeva colmare questa lacuna. Proprio questo tentativo di colmare la lacuna tramite un obbligo condizionato è ora, per il momento, fallito.

Le Camere respingono la competenza federale
In Parlamento hanno prevalso i dubbi sulla fattibilità e sulla competenza. Secondo i Servizi del Parlamento, una minoranza ha sì individuato uno strumento snello senza premi correnti. La maggioranza, tuttavia, ha negato alla Confederazione la competenza aggiuntiva. Per il settore immobiliare ciò significa soprattutto una cosa: continua a non esserci una soluzione obbligatoria a livello nazionale, ma nemmeno un nuovo meccanismo di finanziamento collettivo in caso di sinistro.

Rimane quindi aperta la questione fondamentale della prevenzione sismica nel patrimonio edilizio esistente. L’UFAM fa riferimento al rischio sismico rilevante in praticamente tutto il territorio abitato della Svizzera e alle competenze condivise tra Confederazione, Cantoni e altri attori. Per i proprietari, la decisione modifica quindi immediatamente il quadro giuridico, ma il rischio in sé non scompare.